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ANGELA BARALDI «Quando lavoro sono un vero soldato, ma di base sono una donna vulnerabile»

Di sé dice: «…sono fondamentalmente “un orso”, ma mi piace anche uscire, vedere gli amici, non sono bipolare». Quello che invece dicono gli altri di Angela Baraldi è, da sempre, una carrellata di lusinghe che la stessa attrice/cantante accetta con un filo di malcelata vanità: «Fa piacere essere considerata un punto di riferimento da diverse donne, anche se sono ben altri i personaggi che oggi hanno influenza sulla psiche delle persone, e mi riferisco a quegli attori, a quelle attrici che transitano in televisione abitualmente».

Musica e recitazione continuano a caratterizzare la tua vita artistica. In quale ambito ti trovi più a suo agio?

«Mi piacciono entrambe le dimensioni perché permettono all’artista di farsi attraversare dai sentimenti. Cambia naturalmente il modo di vivere il palco: l’attore è più schiavo del progetto, è una sorta di cellula dormiente che senza personaggio finisce per essere un corpo vuoto in scena, mentre il musicista ha più spazio per l’improvvisazione. Inoltre prima di un concerto posso permettermi di bere un bicchiere, a teatro no, non potrei mai farlo. Insomma, sono esperienze diverse ma entrambe emozionanti».

Ti sei mai rivista in video dopo un concerto oppure sul grande schermo? Come reagisci nel vedere la Baraldi-cantante e la Baraldi-attrice?

«A teatro non mi sono mai rivista, anche perché le riprese video penalizzano molto il teatro, che è un ambiente che va vissuto in prima persona senza il filtro della telecamera, mentre al cinema è capitato e non ho mai avvertito imbarazzo. Su YouTube trovo spesso i miei live da cantante, ecco, in quei casi provo emozioni altalenanti: se i video sono fatti davvero bene è bello rivedersi, al contrario è un patimento».

Quando si spengono le luci del palcoscenico, chi è Angela Baraldi?

«Mi faccio molto gli affari miei. Sono “un orso” che però ama vedere gli amici».

Che rapporto hai col tempo che passa?

«Ho un buon rapporto coi miei anni. Alla fine si tratta di numerini che crescono e magari possono fare impressione, ma non mi sono mai fatta paranoie per l’età che avanza».

Quali sono le tue paranoie?

«Sono ondivaga, non lineare, in balia di me stessa a volte. Quando lavoro sono un vero soldato, ma di base sono una donna vulnerabile. Però non sono bipolare».

Sai che molte donne ti considerano un punto di riferimento?

«E’ gratificante. Non capisco perché mi considerano tale, ma è gratificante. Vedi, sono queste le cose che mi mandano in paranoia. Naturalmente scherzo».

Per par condicio, piaci anche a moltissimi uomini…

«I complimenti fanno sempre piacere. Io sono molto vanitosa».

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