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AWOLNATION Run

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Non lasciatevi sfuggire la possibilità di ascoltare “Run” (Red Bull Records). Perché quello degli Awolnation è un album delizioso che si posiziona con personalità in una dimensione di mezzo, laddove melodie dal fortissimo potenziale commerciale si incrociano con strutture sonore dichiaratamente “indie”. Nel gioco di equilibri che Aaron Bruno (la mente del progetto) ha tirato su, ogni cosa sta al posto giusto e ogni cosa ha come fine quello di lasciare il segno ma senza sfoderare effetti speciali e senza calcare troppo la mano in una direzione o nell’altra.

C’è tanta elettronica in scaletta e i sintetizzatori sono belli “grassi” ma non aggrediscono le orecchie, diciamo che riempiono bene le cuffie. I pezzi lenti funzionano quasi tutti (forse solo “Headrest For My Soul” convince poco), ma è quando i ritmi aumentano che l’album offre il meglio di sé. Detto che non è un lavoro originalissimo, quello che però ci piace è il risultato finale e, come evidenziato all’inizio, la capacità di mettere d’accordo platee tradizionalmente agli antipodi, perché può tranquillamente essere ascoltato da un pubblico trasversale per età, gusti e cultura musicale.

I pezzi migliori? Ottima l’iniziale title track (molto Nine Inch Nails nel suono), benissimo “Hollow Moon (Bad Wolf)”, l’acidissima “Dreamers” e “Woman Woman”. Di pregio la ballatona “Jailbreak”. In conclusione: un disco di valore.

Non lasciatevi sfuggire la possibilità di ascoltare "Run" (Red Bull Records). Perché quello degli Awolnation è un album delizioso che si posiziona con personalità in una dimensione di mezzo, laddove melodie dal fortissimo potenziale commerciale si incrociano con strutture sonore dichiaratamente "indie". . C'è tanta elettronica in scaletta e i sintetizzatori sono belli "grassi" ma non aggrediscono le…

Score

QUALITA' - 74%

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