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A BEAUTIFUL DAY Lynne Ramsay

Dopo una lunga attesa è uscito nelle sale "A Beautiful Day", che a Cannes 2017 si era preso due premi piuttosto pesanti: miglior attore e miglior sceneggiatura. Due premi meritatissimi, perché il film di Lynne Ramsay è una delizia per gli occhi e ha una forza espressiva notevole. Parliamo infatti di una delle migliori pellicole uscite negli ultimi cinque anni, e questo per tre motivi: la narrazione è immaginifica, la presenza scenica degli attori e degli ambienti è così forte da rendere superflui i dialoghi, e poi c'è un Joaquin Phoenix che sintetizza alla perfezione (anche dal punto di vista fisico) il…

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beautiful day

Dopo una lunga attesa è uscito nelle sale “A Beautiful Day“, che a Cannes 2017 si era preso due premi piuttosto pesanti: miglior attore e miglior sceneggiatura. Due premi meritatissimi, perché il film di Lynne Ramsay è una delizia per gli occhi e ha una forza espressiva notevole.

Parliamo infatti di una delle migliori pellicole uscite negli ultimi cinque anni, e questo per tre motivi: la narrazione è immaginifica, la presenza scenica degli attori e degli ambienti è così forte da rendere superflui i dialoghi, e poi c’è un Joaquin Phoenix che sintetizza alla perfezione (anche dal punto di vista fisico) il tormento del protagonista.

La trama. Joe (Joaquin Phoenix) è un veterano di guerra che si occupa della madre anziana e fa fronte quotidianamente agli spettri di un passato ingombrante, di un vissuto che affonda le sue radici nell’infanzia. Il suo mestiere è lottare contro il traffico di donne finalizzato al loro sfruttamento sessuale, ma quando si ritroverà a dover salvare una ragazzina da un giro di prostituzione e pedofilia la situazione prenderà una piega tale da rendere la violenza una spirale inevitabile.

“A Beautiful Day” non è un film facilissimo, soprattutto se cerchiamo una cinematografia fatta di dialoghi serrati. Nell’opera di Lynne Ramsay si parla poco, e su tutto domina un’estetica che non è “arte fine a se stessa”, ma è arte nel vero senso del termine. Arte sublime. Joaquin Phoenix è molto vicino al pilota di Ryan Gosling in “Drive” e tutto il film rimanda a certe atmosfere tipiche di Nicolas Winding Refn, ma qui la differenza la fa tutta Phoenix, che buca lo schermo e riversa sullo spettatore le contraddizioni e il dolore del protagonista, costantemente oppresso da manie suicide.

“A Beautiful Day” è un film sul peccato e sulla violenza, su quello che ci resta comunque dentro anche quando proviamo a diventare strumento di redenzione. Bellissima la colonna sonora del chitarrista dei RadioheadJonny Greenwood. Di pari valore fotografia (Thomas Townend) e montaggio (Joe Bini). Il finale è un bel momento di cinema: non troppo spettacolare ma potente dal punto di vista visivo.

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