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BRUNO BELISSIMO Ghetto Falsetto

«Questo disco, proprio come il precedente, è stato scritto di getto. Nel gennaio dell'anno scorso ho subito il furto del computer che conteneva alcuni provini ai quali stavo lavorando. Ho perso tutto, ma quando finalmente ho potuto ritornare in studio con un laptop nuovo, in meno di un mese avevo già scritto dieci pezzi, le stesse tracce che ora compongono il disco! Probabilmente per la frustrazione accumulata... Sono molto soddisfatto di questo lavoro, credo e spero che questi pezzi trasudino tutto il divertimento che ho provato scrivendoli e producendoli». E' verissimo. "Ghetto Falsetto" è un album divertente. Com'era divertente…

Score

QUALITA' - 70%

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«Questo disco, proprio come il precedente, è stato scritto di getto. Nel gennaio dell’anno scorso ho subito il furto del computer che conteneva alcuni provini ai quali stavo lavorando. Ho perso tutto, ma quando finalmente ho potuto ritornare in studio con un laptop nuovo, in meno di un mese avevo già scritto dieci pezzi, le stesse tracce che ora compongono il disco! Probabilmente per la frustrazione accumulata… Sono molto soddisfatto di questo lavoro, credo e spero che questi pezzi trasudino tutto il divertimento che ho provato scrivendoli e producendoli».

E’ verissimo. “Ghetto Falsetto” è un album divertente. Com’era divertente la dance degli Anni Settanta, prima cioè che il punk portasse una pesantezza (forse) non necessaria.

Il producer italo-canadese sa come mettere su un sound che non solo si lascia ballare, ma che riesce a creare subito una bella empatia con l’ascoltatore, che qui è chiamato a lasciarsi andare senza farsi troppe domande. Non è musica sfacciata, quella di Bruno Belissimo, è dance che sa entrare nelle cuffie con garbo senza imporsi. Poi ok, alcuni riff sono assassini, nel senso che hanno qualcosa di ipnotico e seducente, ma nel disco non c’è mai aggressività. Insomma, tutto sta al posto giusto e si arriva alla fine dell’ascolto con la consapevolezza di aver viaggiato sopra un’unica traccia, più che collezionato un pezzo dopo l’altro.

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