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CALM’N’CHAOS Unextraterrestrial

Calm'n'Chaos è il progetto elettronico di Christian Cutuli, produttore, compositore, arrangiatore e polistrumentista italiano. "Unextraterrestrial" è un album che sta in equilibrio tra rock ed elettronica, tra pop sintetico e sperimentazione, insomma, gli estremi potrebbero essere i Depeche Mode (con annessa scena Anni Ottanta) e la modernità elettronica dei giorni nostri, elementi ai quali va poi aggiunta una voce particolarissima. Sì, perché Christian Cutuli ha un modo di cantare veramente efficace: le sue canzoni le senti addosso, ti arrivano alle spalle come un velo caldo, nel suo modo di cantare c'è una teatralità che ti fa subito correre la mente…

Score

QUALITA' - 80%

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calmnchaos unextraterrestrial

Calm’n’Chaos è il progetto elettronico di Christian Cutuli, produttore, compositore, arrangiatore e polistrumentista italiano. “Unextraterrestrial” è un album che sta in equilibrio tra rock ed elettronica, tra pop sintetico e sperimentazione, insomma, gli estremi potrebbero essere i Depeche Mode (con annessa scena Anni Ottanta) e la modernità elettronica dei giorni nostri, elementi ai quali va poi aggiunta una voce particolarissima. Sì, perché Christian Cutuli ha un modo di cantare veramente efficace: le sue canzoni le senti addosso, ti arrivano alle spalle come un velo caldo, nel suo modo di cantare c’è una teatralità che ti fa subito correre la mente ad Antony Hegarty.

Tutto l’album ha un taglio scuro, epico, parte forte e non tradisce le attese lungo la strada. Sulla melodia (in senso generale) è stato fatto un lavoro prezioso: quella di “Unextraterrestrial” è la faccia bella del pop, l’orecchiabilità è qui portata sul palmo della mano come un trofeo da esporre senza superbia. Non c’è alcun timore, da parte di Cutuli, nel flirtare con il pop, anzi, il confronto riesce a sfornare diversi brani degni di nota: dal singolone “My Only Fault”, passando per “My life is changing” e “The red loop”.

In conclusione: un disco pieno zeppo di idee, con un livello di originalità superiore alla media (in ambito italiano), valorizzato al massimo dalla produzione di Tim Palmer.

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