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CASABLANCA Pace, Violenza o Costume

I Casablanca sono un colpo al cuore quando decidono di accelerare. Il loro "Pace, Violenza o Costume" ha diversi episodi che riconnettono l'ascoltatore con la scena rock Anni Novanta, e non c'è nulla di tristemente "vecchio" nella proposta dei Nostri, che fra Soundgarden ed A Perfect Circle - giusto per citare i primi due gruppi che ci sono venuti in mente ascoltando l'album - trovano sempre un approdo sicuro per valorizzare il loro stile. Max Zanotti è ormai molto distante dall'esperienza Deasonika, soprattutto nel cantato: la sua voce infatti non vive di rendita e già da diversi anni si è…

Score

QUALITA' - 70%

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I Casablanca sono un colpo al cuore quando decidono di accelerare. Il loro “Pace, Violenza o Costume” ha diversi episodi che riconnettono l’ascoltatore con la scena rock Anni Novanta, e non c’è nulla di tristemente “vecchio” nella proposta dei Nostri, che fra Soundgarden ed A Perfect Circle – giusto per citare i primi due gruppi che ci sono venuti in mente ascoltando l’album – trovano sempre un approdo sicuro per valorizzare il loro stile.

Max Zanotti è ormai molto distante dall’esperienza Deasonika, soprattutto nel cantato: la sua voce infatti non vive di rendita e già da diversi anni si è arricchita di sfumature nuove, che caratterizzano alla perfezione il progetto dei Casablanca.

In scaletta 10 pezzi, con una manciata di singoli capaci di conquistare l’attenzione dell’ascoltatore al primo contatto, come ad esempio la tiratissima “Un punto di sutura” oppure l’onirica “Un taglio in bocca”.

In conclusione: un disco che si rivolge a un pubblico adulto, ma non è un album destinato ai nostalgici di un’epoca irripetibile per il rock americano (soprattutto), diciamo che è un disco per chi, anche in tempo di crisi, continua a fantasticare a occhi aperti.

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