IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
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CHIARA DELLO IACOVO

CHIARA DELLO IACOVO

Chiara Dello Iacovo

Chiara Dello Iacovo si è avvicinata per la prima volta allo studio del pianoforte all’età di 8 anni e da quando ne ha 14 compone i suoi brani, sia testi che musica, prima in lingua inglese, poi dopo un viaggio negli Stati Uniti, è tornata in Italia con la convinzione che le sue canzoni dovevano essere più profonde e soprattutto in lingua italiana. «Ci tengo a fare una premessa: ho perso giornate intere con l’angoscia della convinzione di non essere in grado di restringere il campo delle canzoni che hanno segnato la mia crescita, a cinque miseri elementi. Per non ammattire quindi, ho decretato un criterio d’approccio: ho deciso di affrontarle come fossero libri. Si dice che dai libri si impara soltanto quello che in realtà già sappiamo, ma in forma latente. Qui è lo stesso: queste sono 5 canzoni che, nell’ultimo periodo della mia vita, mi hanno insegnato qualcosa su di me».

Niccolò Fabi – Costruire

Entrata a gamba tesa in un momento recente della mia vita in cui ero ossessionata dal dover fare tutto al meglio delle mie possibilità, senza ammissioni di errori, in cui dopo uno slancio di entusiasmo dovuto ad una novità non riuscivo più a riprendermi dal baratro di noia e disillusione dell’immediato dopo. Mi ha insegnato a prendere un respiro a pieni polmoni con la testa fuori dal finestrino, godermi il viaggio, e soprattutto tutte le conseguenti gomme bucate, code in tangenziale, e caselli chiusi annessi.

Lucio Dalla – Le rondini

Al diavolo i criteri, questa non mi ha fatto imparare niente. Se non quanto fosse profondo e capace di commozione il mio cuore.

Brunori Sas – Le quattro volte

04:33, esattamente il tempo che impiegavo nel tragitto casa-scuola in quinta liceo, spavalda alla guida della mia macchina col finestrino abbassato, nel maggio che preludeva al mio esame di maturità. Lei mi ha portato a braccetto al di là del confine, con la sua malinconica gioia di vivere, e l’ironia amara che già parlava della buffa difficoltà del futuro, che però concede sempre una nuova occasione.

Mannarino – Maddalena

E’ stata il mio incipit. Il cero votivo che ha acceso inequivocabilmente e definitivamente il mio fuoco sacro. La mia consacrazione. Senza di lei forse non sarei qui. Con le sue parole, con la scoperta del suo mondo, ho finalmente realizzato che anche io volevo scrivere in italiano e volevo raccontare storie.

Fabi Silvestri Gazzè – Alzo le mani

Dopo aver superato l’esame del quinto anno di pianoforte, nella mia testa una sola convinzione si avvicendava senza darmi tregua: non ero una pianista. Potevo amare suonare il pianoforte, potevo anche passare dignitosamente un esame costato fatica e frustrazione, ma era palese in me che non fosse la mia strada. Conseguenze? Sensi di colpa a non finire. Mi sentivo di classe B, una svogliata incapace, un reietto del mondo dei musicisti. Finché non sono arrivati questi uomini a salvarmi con la loro empatia.

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