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2:22 – IL DESTINO È GIÀ SCRITTO Paul Currie

Un minestrone di generi, idee, buone intenzioni e cattive intuizioni. Alla fine "2.22 - Il destino è già scritto" risulta essere un film leggerino, che strizza l'occhio al thriller e al dramma in salsa rosa. Oltre alla storia, però è il ritmo il grande assente, infatti la pellicola intrattiene pochissimo. La trama. Dylan Boyd (Michiel Huisman) è un controllore di traffico aereo in grado di visualizzare i patterns che lo circondano. Un giorno, mentre si trova a lavoro, si distrae nell'osservare un vero e proprio squarcio del tempo che avviene alle 2.22 e rischia di causare un grave incidente, motivo per…

Score

SCORE - 4.5

4.5

5

222

Un minestrone di generi, idee, buone intenzioni e cattive intuizioni. Alla fine “2.22 – Il destino è già scritto” risulta essere un film leggerino, che strizza l’occhio al thriller e al dramma in salsa rosa. Oltre alla storia, però è il ritmo il grande assente, infatti la pellicola intrattiene pochissimo.

La trama. Dylan Boyd (Michiel Huisman) è un controllore di traffico aereo in grado di visualizzare i patterns che lo circondano. Un giorno, mentre si trova a lavoro, si distrae nell’osservare un vero e proprio squarcio del tempo che avviene alle 2.22 e rischia di causare un grave incidente, motivo per cui viene temporaneamente sospeso. Approfittando del tempo libero, una sera decide di assistere a uno spettacolo di balletto aereo dove nota una ragazza, Sarah (Teresa Palmer). La sera stessa i due vanno a cena fuori e si scopre che lei si trovava su uno degli aerei che hanno rischiato di scontrarsi a causa della distrazione di lui. Dylan e Sarah cominciano così una relazione. Con l’avvicinarsi del compleanno di entrambi (18 aprile), Dylan comincia a notare il ripetersi di alcuni eventi nella sua vita quotidiana e rivive nella sua mente la scena di un omicidio nell’atrio della Grand Central Station di New York.

Tutto il film si regge su Michiel Huisman (noto al largo pubblico per la sua presenza nella serie tv “Il Trono di Spade”). L’attore olandese fa il suo, copre bene la scena e riesce a dare profondità a un personaggio scritto male. La pochezza della storia non lo aiuta, ma nel marasma generale è il meno peggio. Nel marasma affonda invece Teresa Palmer, che non ha espressività e presenza scenica. Impalpabile la regia di Paul Currie.

Il finale mescola le carte e prova a prendere qualcosa dello stile di Nolan, ma l’originalità non abita qui. In conclusione: 3 al thriller e 6 al dramma romantico. La media, naturalmente, è impietosa…

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