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GOLD – LA GRANDE TRUFFA Stephen Gaghan

Cavolo che attore è diventato Matthew McConaughey. Per carità, ora non vogliamo metterci a sbrodolare elogi all'indirizzo del noto artista, però anni fa non gli avremmo dato mezza lira, e invece un passetto alla volta è diventato uno bravo per davvero, un camaleonte in grado di allargarsi o restringersi (fisicamente), capace di interpretare ruoli di ogni tipo e con una presenza scenica esagerata. Anche nella mimica facciale è migliorato un sacco. Veniamo a "Gold - La grande truffa". E iniziamo col dire che è un buonissimo film. Stephen Gaghan ha confezionato una pellicola che ha uno sviluppo lineare e un ritmo…

Score

SCORE - 7

7

7

GOLD

Cavolo che attore è diventato Matthew McConaughey. Per carità, ora non vogliamo metterci a sbrodolare elogi all’indirizzo del noto artista, però anni fa non gli avremmo dato mezza lira, e invece un passetto alla volta è diventato uno bravo per davvero, un camaleonte in grado di allargarsi o restringersi (fisicamente), capace di interpretare ruoli di ogni tipo e con una presenza scenica esagerata. Anche nella mimica facciale è migliorato un sacco.

Veniamo a “Gold – La grande truffa“. E iniziamo col dire che è un buonissimo film. Stephen Gaghan ha confezionato una pellicola che ha uno sviluppo lineare e un ritmo accettabile. La cura dei dettagli non è massima, però è stata ampiamente compensata dalla scelta del cast, dove non si è sbagliato nulla.

La trama. Kenny Wells (Matthew McConaughey) è un uomo che da anni cerca fortuna ma senza successo. Con l’aiuto del geologo Michael Acosta (Édgar Ramírez), Wells trova una delle più imponenti miniere d’oro nella giungla del Borneo, diventando miliardario. Ma la sua nuova vita gli porterà non pochi guai.

Detto che McConaughey si cala nella parte alla grande, vogliamo spendere qualche parola per Ramírez, che qui interpreta un personaggio ricco di sfaccettature, e lo fa come al solito benissimo: noi abbiamo una grande passione per l’attore venezuelano, che in “Carlos”, nel 2010, fu enorme. Nel cast anche una Bryce Dallas Howard mai sopra le righe e capace di ritagliarsi uno spazio importante, il Corey Stoll già visto in “House of Cards” e poi tanti comprimari che per un motivo o per l’altro abbiamo imparato ad apprezzare in situazioni diverse, a partire da Toby Kebbell (che ha preso parte a uno degli episodi meglio riusciti di “Black Mirror”) sino ad arrivare allo spesso sottovalutato Stacy Keach. Insomma, è il cast il vero punto di forza di questo dramma che ha risvolti leggeri.

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