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I PEGGIORI Vincenzo Alfieri

Tecnicamente "I Peggiori" è un filmone: bella regia con inquadrature di pregio, ottimo il sonoro, efficace il montaggio, di livello la fotografia di Davide Manca. In Italia di pellicole così curate se ne vedono poche. Insomma, voto 8. Per quanto riguarda la parte tecnica. Purtroppo ad abbassare la quotazione ci sono la storia e una parte del cast, con un Lino Guanciale al quale viene affidato il classico compito del "facce ridere", con il risultato che un po' per colpa sua, un po' per la scrittura del suo personaggio, la prova alla fine risulta fra l'anonimo, il fastidioso e l'irritante. La…

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SCORE - 5

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I PEGGIORI

Tecnicamente “I Peggiori” è un filmone: bella regia con inquadrature di pregio, ottimo il sonoro, efficace il montaggio, di livello la fotografia di Davide Manca. In Italia di pellicole così curate se ne vedono poche. Insomma, voto 8. Per quanto riguarda la parte tecnica.

Purtroppo ad abbassare la quotazione ci sono la storia e una parte del cast, con un Lino Guanciale al quale viene affidato il classico compito del “facce ridere”, con il risultato che un po’ per colpa sua, un po’ per la scrittura del suo personaggio, la prova alla fine risulta fra l’anonimo, il fastidioso e l’irritante.

La trama. Massimo (Lino Guanciale) e Fabrizio (Vincenzo Alfieri) sono due fratelli squattrinati e senza prospettive che si barcamenano come possono nella speranza di garantire un futuro migliore alla sorella tredicenne. Massimo ha trovato lavoro come manovale in un cantiere gestito da un losco figuro albanese (Tommaso Ragno) che sfrutta i propri dipendenti. Fabrizio invece, laureato in legge, è impiegato all’archivio del tribunale di Napoli. Il lavoro sarebbe piuttosto monotono se non fosse per la compagnia di Arturo (Francesco Paolantoni), ex gloria dei tribunali indolente e nichilista. Succede però che i Nostri, a un certo punto, si ritrovano a vestire i panni di fumettistici giustizieri e a dover fare i conti con la criminalità locale.

Nel cast anche la Miriam Candurro di “Un posto al Sole” (che si contraddistingue per una scena di sesso e nulla più) e Biagio Izzo, che nell’assumere delle pose “da serio” non sappiamo se dover ridere oppure accettare il fatto che, dopo tutto, ci sta provando. Insomma, due pessime performance. Salviamo solo Ragno e Paolantoni, e ci piace citare anche la comparsata del sempre bravo Ernesto Mahieux. Poi per il resto è notte fonda: la storia è piuttosto banale, lo sviluppo non è lineare, il finale tenta di sparigliare le carte in tavola ma è credibile come una mozzarella di bufala comprata a Marrakech.

In conclusione: una commedia pensata bene, curata nei dettagli stilistici ma penalizzata oltre misura dalla sceneggiatura e dalla scelta del cast. Ultimissima cosa: fa ridere il film? Spesso si sorride, qualche volta si ride ma le battute efficaci sono pochine.

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