IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Cinema2017 > JUKAI – LA FORESTA DEI SUICIDI

JUKAI – LA FORESTA DEI SUICIDI Jason Zada

. La trama. La foresta Aokigahara è un groviglio silenzioso di alberi e arbusti situato ai piedi del monte Fuji, in Giappone. La giovane Sara vi si inoltra per ritrovare la gemella Jess…

Score

SCORE - 6

6

6

jukai

Finalmente un horror che sa mettere paura. “Jukai – La foresta dei suicidi” ha diversi limiti e difetti, però gli va dato il merito di avere quattro o cinque scene di autentico terrore. Il film di Jason Zada strizza l’occhio alle produzioni di genere orientale (non a caso è ambientato in Giappone) e la trama omaggia spudoratamente “The Blair Witch Project”, anche se la cifra stilistica è assai diversa.

La trama. La foresta Aokigahara è un groviglio silenzioso di alberi e arbusti situato ai piedi del monte Fuji, in Giappone. La giovane Sara vi si inoltra per ritrovare la gemella Jess che tutti credono morta. La ragazza è svanita in circostanze misteriose durante un campeggio solitario, proprio nel luogo in cui si recano le persone intenzionate a togliersi la vita. Ma questo non basta a convincere Sara che Jess sia morta nella foresta degli orrori, così vola dall’altra parte del pianeta per rintracciarla. Lo spettacolo che le si presenta davanti ricorda lo scenario di un suo incubo ricorrente: il fitto ammasso di vegetazione racchiude oscuri misteri incomprensibili all’uomo, al di là dei sentieri battuti si consumano orrende visioni di paura, strazio e dolore, creature demoniache si nascondono nelle grotte gelate e nei fossi coperti. Chiunque vorrebbe fuggire da quel luogo selvaggio e labirintico, teatro di morte e sofferenza. Ma non l’ostinata Sara, almeno non prima di aver ritrovato sua sorella.

Sara e Jess hanno il volo di Natalie Dormer, popolare per la sua apparizione ne “Il Trono di Spade”. Nel ruolo è credibile anche se non particolarmente brillante, penalizzata da una sceneggiatura che nel finale zoppica e da alcuni dialoghi scritti veramente male. Il contorno – inteso come cast – è piuttosto anonimo. Carina la fotografia, discreto il montaggio, mentre la regia di Jason Zada porta valore aggiunto. Insomma, un horror dai contorni soprannaturali che merita di essere visto. Peccato per il finale banalotto: sul più bello è mancato il coraggio di osare.

Tag