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LIFE – NON OLTREPASSARE IL LIMITE Daniel Espinosa

Il finale contribuisce (per un buon 50%) a rendere il giudizio complessivo più generoso del dovuto. Per carità, nulla di eccezionale, però il colpo di coda conclusivo ci è piaciuto. "Life - Non oltrepassare il limite" è un film di fantascienza che sa tanto di "Alien" e che non resterà di certo negli annali del cinema: deboluccia la storia, sotto tono i protagonisti, sufficienti gli effetti speciali. Daniel Espinosa non è un virtuoso della macchina da presa e alla fine si limita a svolgere il compitino senza esagerare. La storia. L'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale riesce con successo a recuperare una…

Score

SCORE - 5.5

5.5

6

LIFE

Il finale contribuisce (per un buon 50%) a rendere il giudizio complessivo più generoso del dovuto. Per carità, nulla di eccezionale, però il colpo di coda conclusivo ci è piaciuto.

Life – Non oltrepassare il limite” è un film di fantascienza che sa tanto di “Alien” e che non resterà di certo negli annali del cinema: deboluccia la storia, sotto tono i protagonisti, sufficienti gli effetti speciali. Daniel Espinosa non è un virtuoso della macchina da presa e alla fine si limita a svolgere il compitino senza esagerare.

La storia. L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale riesce con successo a recuperare una sonda alla deriva proveniente da Marte. Il team, composto dal biologo Hugh Derry (Ariyon Bakare), l’ufficiale Miranda North (Rebecca Ferguson), il comandante Ekaterina Golovkina (Olga Dihovichnaya), il tecnico Sho Murakami (Hiroyuki Sanada), l’ingegnere Roy Adams (Ryan Reynolds) e il dottor David Jordan (Jake Gyllenhaal) sono incaricati di studiare il campione recuperato dalla sonda per trovare possibili forme di vita extraterrestre. Nascono ovviamente complicazioni…

Detto che il cast è di livello (almeno a nomi), quello che fa notizia è la scarsa resa di due top player come Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal, che solitamente non sbagliano un colpo: non credibile il primo, completamente fuori fase invece Gyllenhaal, il cui ruolo è stato scritto coi piedi ed è stato successivamente mortificato da una brutta recitazione.

In conclusione: un film che propone tanti schemi già visti (almeno nella narrazione), e che prova a scuotere lo spettatore nel finale.

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