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THE ACCOUNTANT Gavin O'Connor

Ben Affleck interpreta Christian Wolff in questo thriller dai risvolti psicologici che ha una prima parte interessante e uno sviluppo che scivola nella classica "americanata" in cui c'è il buono un po' sfigato che sa essere cattivo all'occorrenza, oltreché un mix fra Superman e Terminator - con quest'ultimo, il protagonista, condivide il 99% delle espressioni facciali. Peccato, perché la storia di partenza non è malaccio e ci porta subito a simpatizzare per Christian, bambino autistico che nel crescere diventa un abilissimo contabile che cura segretamente le finanze di numerose organizzazioni criminali che si tengono in contatto con lui attraverso una misteriosa…

Score

SCORE - 5

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the accountant

Ben Affleck interpreta Christian Wolff in questo thriller dai risvolti psicologici che ha una prima parte interessante e uno sviluppo che scivola nella classica “americanata” in cui c’è il buono un po’ sfigato che sa essere cattivo all’occorrenza, oltreché un mix fra Superman e Terminator – con quest’ultimo, il protagonista, condivide il 99% delle espressioni facciali.

Peccato, perché la storia di partenza non è malaccio e ci porta subito a simpatizzare per Christian, bambino autistico che nel crescere diventa un abilissimo contabile che cura segretamente le finanze di numerose organizzazioni criminali che si tengono in contatto con lui attraverso una misteriosa voce – nel finale avrete svelato l’arcano e resterete piacevolmente sorpresi dall’identità della voce.

Il film di Gavin O’Connor è girato bene, ha una fotografia sufficiente ma i dialoghi sono modesti, la trama sfugge di mano nella seconda parte e molti passaggi sono così volutamente didascalici da risultare fastidiosi. Ben Affleck fa e disfa, non riuscendo quasi mai a risultare credibile nella parte. Al suo fianco dei comprimari che non aggiungono granché al film. E anche il sempre bravo John Lithgow (a sorpresa) si fa inghiottire dalla mediocrità generale di “The Accountant“. Salviamo soltanto Anna Kendrick, che senza esagerare lascia un segno concreto.

In conclusione: tante buone idee (poteva venir fuori persino una serie tv interessante), ma sviluppate veramente male.

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