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THE DEVIL’S CANDY Sean Byrne

"The Devil's Candy" è il classico esempio di pubblicità ingannevole. Sì, perché le lodi estrapolate da pompose recensioni e poste sulla locandina non possono che trarre in inganno lo spettatore, che entra in sala convinto di vedere un horror coi fiocchi e si ritrova alle prese con una pellicola di Serie B che di originale ha poco o nulla e coi personaggi così piatti, ma così piatti, che quello che puoi intuire dopo 10 minuti è esattamente quello che poi avverrà al termine del racconto. Insomma, tutto troppo scontato, e con un cast buttato lì a caso. La trama.…

Score

QUALITA' - 4.5

4.5

5

the devils candy

The Devil’s Candy” è il classico esempio di pubblicità ingannevole. Sì, perché le lodi estrapolate da pompose recensioni e poste sulla locandina non possono che trarre in inganno lo spettatore, che entra in sala convinto di vedere un horror coi fiocchi e si ritrova alle prese con una pellicola di Serie B che di originale ha poco o nulla e coi personaggi così piatti, ma così piatti, che quello che puoi intuire dopo 10 minuti è esattamente quello che poi avverrà al termine del racconto. Insomma, tutto troppo scontato, e con un cast buttato lì a caso.

La trama. “The Devil’s Candy” segue le vicende di Jesse (Ethan Embry), pittore spiantato e tuttavia soddisfatto della sua vita modesta, infiammata dalla musica metal di cui è appassionato e addolcita dalle attenzioni di una famiglia amorevole. Quando trova la casa dei suoi sogni nella campagna texana, con un grande laboratorio d’arte e a un prezzo incredibilmente conveniente, le difficoltà economiche passano in secondo piano. Jesse riprende a lavorare, ma i suoi dipinti diventano ogni giorno più oscuri e tenebrosi. Finché alla porta di casa non si presenta il figlio dei precedenti proprietari: un uomo confuso e frastornato (Pruitt Taylor Vince), che manifesta gli stessi disturbi di cui ora soffre anche Jesse.

Non è tutto da buttare. Qualcosa di buono la pellicola di Sean Byrne lo riserva. Ad esempio c’è tanto metal in primo piano, con chitarre potentissime usate per tenere distanti le voci del maligno dalla mente dei mortali. Una mossa molto carina, che caratterizza il film oltre i suoi reali meriti. Il resto è un barcollare alla ricerca di un appiglio: sbagliato il cast, modesta la sceneggiatura, brutta la regia, brutta la fotografia, brutti gli effetti speciali e il finale è di una pochezza imbarazzante. Insomma, state alla larga.

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