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DIRTY LAB. In Chiave Noir

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I Dirty Lab. sono un gruppo hip hop potentino nato nel 2009 e questo è il loro primo lavoro ufficiale. “In Chiave Noir” è un disco che ha come punto di riferimento un certo hip hop italiano old school, quindi poca leggerezza, liriche quadrate e basi che non fanno concessioni al pop. E’ un buon album? Assolutamente sì, anche se la scaletta extra large (17 pezzi per 62 minuti di musica) non agevola il rapido riascolto. Molto più semplice sentire il compact in due o tre tocchi alla volta, perché tutto di seguito tende a risultare abbastanza pesante da metabolizzare. Insomma, una minor durata avrebbe senza dubbio reso più omogeneo l’esordio dei Dirty Lab.

Le liriche raccontano una quotidianità di periferia fresca e genuina. Mentre il flow è bello fluido. I brani migliori? “Pessimo carattere”, “Blu cobalto” (in entrambi c’è tanto Caneda all’interno), “Lowa in chiave noir” (canzone sfrontata al punto giusto) e “Oissa”. In conclusione: la proposta è interessante, e va in senso ostinato e contrario rispetto al rap che va di moda oggi. Un consiglio? In futuro non sarebbe un errore aprire all’orecchiabilità qualche ritornello, giusto per premiare l’ascoltatore.

I Dirty Lab. sono un gruppo hip hop potentino nato nel 2009 e questo è il loro primo lavoro ufficiale. "In Chiave Noir" è un disco che ha come punto di riferimento un certo hip hop italiano old school, quindi poca leggerezza, liriche quadrate e basi che non fanno concessioni al pop. . Molto più semplice sentire il compact in due o tre tocchi alla volta, perché tutto di seguito tende a risultare abbastanza pesante da metabolizzare. Insomma,…

Score

QUALITA' - 62%

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