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DIRTY SET Miscellaneous Experience

Sotto l'aspetto tecnico non ci sentiamo di muovere particolari critiche: i Dirty Set hanno padronanza dei loro mezzi, intesi come strumenti (chitarra, basso e batteria). a "Miscellaneous Experience", forse penalizzato da arrangiamenti timidi e da atmosfere già ampiamente vivisezionate al di qua e al di là dell'Oceano. L'ascolto è gradevole - magari non fluidissimo ma gradevole - però si fa una certa fatica a rimettere daccapo il disco perché dopo qualche contatto si ha la…

Score

QUALITA' - 55%

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DIRTY SET miscellaneous_experience

Sotto l’aspetto tecnico non ci sentiamo di muovere particolari critiche: i Dirty Set hanno padronanza dei loro mezzi, intesi come strumenti (chitarra, basso e batteria). Purtroppo però il loro lavoro ha diversi limiti. Ci riferiamo soprattutto al suono, che resta insabbiato nei territori del “già sentito”. Manca uno stile personale a “Miscellaneous Experience“, forse penalizzato da arrangiamenti timidi e da atmosfere già ampiamente vivisezionate al di qua e al di là dell’Oceano. L’ascolto è gradevole – magari non fluidissimo ma gradevole – però si fa una certa fatica a rimettere daccapo il disco perché dopo qualche contatto si ha la netta sensazione di aver già capito tutto e l’originalità resta sempre sullo sfondo. Insomma, un jazz strumentale che si allunga verso il rock, il funk e la sperimentazione ma senza lasciare il segno. Il pezzo migliore? “Smoke, Beer and Red Skirt”.

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