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EDDA

EDDA «La droga? Una parentesi brutta della mia vita. Tornassi indietro, non rifarei certe cose»

«A volte la vita è una cosa abbastanza pesante, ti puoi persino sentir spinto ad odiarla, ma può anche essere leggera come un sogno, o strana come quando guardo Milano, tutti i giorni, da 60 metri di altezza». Parole di Edda, ex frontman dei Ritmo Tribale. «Ci sono giorni che a pranzo mi ritrovo tutto sporco di grasso, e l’idea di rimontare su, a 60 metri per finire il ponteggio, mi fa sentire male, però qualche giorno di sole, il verde, il vento, tutte queste cose riescono a riconciliarmi col mondo».

Ti basta così poco?

«Non è poco, è molto».

A 60 metri di altezza cosa vedi?

«Milano vista dall’alto è una giungla, e d’estate è spaventoso vedere quel misto di cemento, polvere, auto, polvere, cemento, e ancora cemento. Sai che a Milano non circola un filo d’aria d’estate?».

Colpa del cemento?

«Sì, troppe case nella pianura padana non permettono più al vento di infilarsi. Peccato».

La tua vita ha rischiato di essere rovinata dalla droga, vero?

«L’esperienza della droga mi ha segnato. Statene lontani. E’ stata una parentesi brutta della mia vita: potessi tornare indietro, non rifarei certe cose».

Com’è la droga vissuta da dentro?

«Fammi essere chiaro: chi sostiene di saper gestire la droga, e soprattutto la cocaina, dice cavolate. Forse una persona su un miliardo può davvero tener testa con la forza di volontà alle sostanze stupefacenti, ma a fronte di questi casi rarissimi, che forse neppure esistono, ci sono tanti disgraziati che finiscono in un tunnel tortuoso da cui uscire è difficilissimo. Ripeto: state lontani dalle droghe».

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