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ELETTRONOIR Suzu

Anni fa andava di moda una parola per descrivere un bel progetto originale, oggi quella parola è stata sostituita da "figo", ma possiamo tranquillamente rispolverarla per descrivere "Suzu", che è un disco "stiloso", cioè elegante, con dei suoni che mescolano con disinvoltura passato e presente, e soprattutto con delle bellissime atmosfere. “Inizialmente doveva essere un disco che parlasse della figura della Santa Muerte, il culto latino americano che esorcizza la morte e la rende dolce e salvifica – spiega la band -. Poi, mentre registravamo, immagini della Siria, di Aleppo, dei campi profughi, degli sbarchi, hanno cominciato ad assalirci. Quelle trame ci schiacciavano. Non…

Score

QUALITA' - 71%

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elettronoir suzu

Anni fa andava di moda una parola per descrivere un bel progetto originale, oggi quella parola è stata sostituita da “figo”, ma possiamo tranquillamente rispolverarla per descrivere “Suzu“, che è un disco “stiloso”, cioè elegante, con dei suoni che mescolano con disinvoltura passato e presente, e soprattutto con delle bellissime atmosfere.

“Inizialmente doveva essere un disco che parlasse della figura della Santa Muerte, il culto latino americano che esorcizza la morte e la rende dolce e salvifica – spiega la band -. Poi, mentre registravamo, immagini della Siria, di Aleppo, dei campi profughi, degli sbarchi, hanno cominciato ad assalirci. Quelle trame ci schiacciavano. Non ci sentivamo più, per la crudezza di quella disperazione, di trattare la morte come “dolce e salvifica”. Abbiamo allora deciso di scattare le foto degli istanti più rappresentativi, degli attimi prima che si completasse o si potesse compiere, nello slancio dell’ultimo momento vitale”.

Il flirt fra canzone d’autore ed elettronica continua a dare soddisfazioni agli Elettronoir, che qui mettono in fila 8 tracce potenti, talvolta consolatorie (“Divisione Satie”), altre volte acidissime (“Resonance”), 8 pezzi dove musica, liriche e interpretazioni sono un’alchimia irresistibile. Ottima l’idea di non appesantire l’ascolto con inutili divagazioni attorno al tema centrale: l’album dura il giusto ed è essenziale. Altro punto a favore sono gli arrangiamenti, mai invadenti e capaci di caratterizzare l’intero compact. Insomma, un lavoro solido, che si lascia ascoltare tutto d’un fiato.

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