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ELETTRONOIR E che non se ne parli più

elettronoir

Se il nuovo disco degli Elettronoir fosse un incrocio, si ammasserebbero al centro un mucchio di fascinazioni complementari e diverse. Perché in “E che non se ne parli più” c’è davvero tanta roba, a partire dalla scaletta extra large (18 brani sono una esagerazione), ma ci sono anche dosi generose di rock, elettronica, canzone d’autore, melodia, pop. A chiudere il cerchio un cantato uomo/donna che fa tanto retrò. Tutte queste componenti finiscono per esaltare la resa di un compact che, tolti alcuni passaggi a vuoto, sta in piedi benissimo e che sa di prodotto da circolo letterario, forse perché nelle ambizioni degli autori vuol essere un “concept” di storie di ragazzi di vita.

Ciò che stupisce (positivamente) è la maturità di questa autoproduzione, forte di una innata capacità di entrare in sintonia con l’ascoltatore al primissimo contatto. Le atmosfere sono quasi tutte magnetiche, la cura dei testi preziosa e le linee melodiche accattivanti. I pezzi migliori? Vi segnaliamo “Arbre Magique” (forse il brano che meglio valorizza il progetto), “Parigine” e “Lettere dal margine”. Insomma, a nostro avviso una delle autoproduzioni migliori uscite nel 2014.

Se il nuovo disco degli Elettronoir fosse un incrocio, si ammasserebbero al centro un mucchio di fascinazioni complementari e diverse. Perché in "E che non se ne parli più" c'è davvero tanta roba, a partire dalla scaletta extra large (18 brani sono una esagerazione), ma ci sono anche dosi generose di rock, elettronica, canzone d'autore, melodia, pop. A chiudere il cerchio un cantato uomo/donna che fa tanto retrò. Tutte queste componenti finiscono per esaltare la resa di un compact che, tolti alcuni passaggi a vuoto, sta in piedi benissimo e che sa di prodotto da circolo letterario, forse perché nelle ambizioni…

Score

QUALITA' - 74%

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