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FRED DE PALMA «Il rap italiano? Siamo tutti amici finché non esce la classifica delle vendite»

La sua uscita da Roccia Music ha alzato un bel polverone. A conferma di quanto Fred De Palma sia un nome ormai caldissimo della scena hip hop italiana. Nella nostra intervista un po’ di temi d’attualità e qualche anticipazione sul nuovo album in fase di lavorazione e che nella prima parte del 2015 vedrà la luce.

 

Credo che la prima domanda sia tanto scontata quanto necessaria: cos’è successo davvero con Roccia Music e soprattutto come vi siete lasciati dal punto di vista umano?

«Il motivo per cui sono uscito da Roccia Music è perché ho sentito il bisogno di proseguire la mia carriera da solo, ho seguito il mio istinto e ho preso questa decisione. Nonostante ciò, siamo rimasti in buoni rapporti».

Negli ultimi anni, fra collaborazioni e varie frequentazioni, hai avuto modo di vedere da vicino tante realtà e tanti personaggi. Che opinione ti sei fatto del contesto in cui è cresciuto il rap in Italia nell’ultimo lustro?

«Ho visto il “Bum del rap” nascere e raggiungere il suo apice in questi ultimi cinque anni e sono contento che finalmente si sia affermato e radicato in Italia. Il rap si è evoluto in maniera spontanea e naturale, purtroppo in Italia nessun media lo spiega, non ci sono siti o giornali che analizzano i testi di un artista e ne parlano, quindi gli ascoltatori sono quelli che sono. Parli del disagio giovanile e sei uno di loro, parli di argomenti più leggeri e sei un venduto, e se parli di tutto, rischi di non essere identificato. Siamo completamente nelle mani della “massa”».

Odio essere frainteso e sottovalutato da gente che non capisce nulla di rap, mi piace essere chiaro con chi mi segue e dirgli tutto quello che mi passa per la testa

Negli ultimi mesi è capitato spesso di leggere sui tuoi social dei post pieni di amarezza. C’è mai stato un momento che uscire di scena ti è sembrata l’unica cosa giusta da fare?

«Non riuscirei a stare senza fare musica, per nessun motivo. Non c’è mai stata vera amarezza nei miei post, più che altro qualche sfogo. Odio essere frainteso e sottovalutato da gente che non capisce nulla di rap, mi piace essere chiaro con chi mi segue e dirgli tutto quello che mi passa per la testa».

Che differenza c’è tra Fred De Palma e Federico Palana?

«Purtroppo nessuna – risata. Diciamo che FDP è il mio alter ego un po’ più folle».

Nel 2015 dovrebbe uscire il tuo disco. Ti sei dato una scadenza e cosa conterrà? Mi riferisco alle eventuali collaborazioni e alle tematiche. 

«Lo sto  scrivendo e spero di farlo uscire in primavera. Non sto pensando alle collaborazioni per ora, ma a fare un disco che mi rappresenti. Chi mi segue sa che nei miei album parlo prevalentemente di me è delle mie vicende e penso sia un mio punto di forza, anche perché mi trovo sempre in situazioni assurde e mi diverto a raccontarle, come se le raccontassi a un amico».

In questo momento, secondo te, quali sono i nomi che stanno portando qualcosa di originale alla scena hip hop italiana?

«Non ascolto molto rap italiano».

Negli ultimi anni hai girato assieme a un sacco di personaggi estremi: da Guè a Emis passando per Rocco Siffredi. Qual è stata la situazione più assurda che tutt’oggi resta scolpita nella tua memoria?

«Se rispondessi a questa domanda, svelerei tematiche del disco che sto facendo – risata. Ma comunque vedere Rocco Siffredi che durante il video che abbiamo girato insieme, spogliava e maneggiava le attrici mentre facevo i playback è stato abbastanza memorabile».

L’Italia è uno dei pochissimi Paesi dove l’hip hop è diventato un fenomeno di costume ma i rapper – almeno all’apparenza e salvo rari casi – sembrano tutti amici fra di loro. E’ davvero così, Fred?

«Siamo tutti amici finché non esce la classifica delle vendite».

Hai frequentato e frequenti tutt’oggi un sacco di rapper che hanno avuto successo. Ma visto da vicinissimo, cos’è il successo realmente? Soldi? Belle ragazze? Rispetto? Tempo libero?

«Non lo so, io per ora vedo solo quello che succede, il “successo” saprò dirvi cos’è solo dopo che succederà».

L’essere per tantissimi tuoi fan un punto di riferimento, ti responsabilizza oppure cerchi di non badare troppo a questo riflesso della popolarità?

«Cerco di essere me stesso, essere un punto di riferimento per i giovanissimi non vuol dire influenzare le loro scelte. Nelle mie canzoni cerco di parlare di tutte le mie esperienze sia positive che negative».

Senza il rap, dove saresti oggi, Fred?

«Meglio non pensarci».

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