IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Recensioni > Folk > IACAMPO

IACAMPO Flores

IACAMPO_flores

Non sappiamo il rapporto che Marco Iacampo ha con se stesso. Quello che sappiamo è che la sua musica arriva sempre genuina, figlia di un lavoro interiore dove il compromesso non sta di casa. Marco una vita fa era Goodmorningboy poi è diventato semplicemente Iacampo e nel mezzo (e ancora prima) altre idee e progetti. Marco non è persona che lasci in un posto e ritrovi nello stesso posto. Un pregio? Sì e no. Crediamo che questa sua inquietudine gli abbia dato molto ma gli abbia anche tolto parecchio. Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

Registrato in un luogo protetto dai boschi e dai campi d’ulivo e a seguito di svarianti incontri con Leziero Rescigno, “Flores” è un disco di voce e pochi strumenti. Tutto è dosato con attenzione per non togliere spazio alla voce dell’autore, qui chiamata a dare tono e anche abito a un album che ha un’atmosfera precisa, leggermente malinconica, tra folk e qualcosa d’altro, fra situazioni personali e una voglia (chiara) di creare un ponte con l’utente. E’ un buon compact “Flores”? Sì. E’ il classico lavoro da ascoltare con il libretto dei testi a portata di mano, perché la parola è importante in questo album. Difetti ne abbiamo? Sì. Le melodie, ad esempio, crediamo non siano state sfruttate sino in fondo. Il brano migliore? “Due due due”.

Non sappiamo il rapporto che Marco Iacampo ha con se stesso. Quello che sappiamo è che la sua musica arriva sempre genuina, figlia di un lavoro interiore dove il compromesso non sta di casa. Marco una vita fa era Goodmorningboy poi è diventato semplicemente Iacampo e nel mezzo (e ancora prima) altre idee e progetti. . Un pregio? Sì e no. Crediamo che questa sua inquietudine gli abbia dato molto ma gli abbia anche tolto parecchio. Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Registrato in un luogo protetto dai boschi…

Score

QUALITA' - 64%

64%

64

Tag