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INDIANIZER Zenith

Tutto mescolato. "Zenith" è come un sogno senza filo logico e con le regole azzerate in funzione dell'umore, del suono, del suo sviluppo. . «I brani sono nati da jam sessions libere e selvagge - spiegano i Nostri - a cui sono state aggiunte le linee vocali solo successivamente, delineando strutture imprevedibili». L'album è all'insegna della sperimentazione, e poi sotto con suoni acidi, sintetici e spaziali che avvolgono una pulsazione ritmica costante e ossessiva, alla ricerca di una catarsi irraggiungibile. Il coinvolgimento dell'ascoltatore è totale, e non c'è…

Score

QUALITA' - 71%

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Tutto mescolato. “Zenith” è come un sogno senza filo logico e con le regole azzerate in funzione dell’umore, del suono, del suo sviluppo. E’ un disco che non propone uno stile, ma ne propone almeno una dozzina. «I brani sono nati da jam sessions libere e selvagge – spiegano i Nostri – a cui sono state aggiunte le linee vocali solo successivamente, delineando strutture imprevedibili».

L’album è all’insegna della sperimentazione, e poi sotto con suoni acidi, sintetici e spaziali che avvolgono una pulsazione ritmica costante e ossessiva, alla ricerca di una catarsi irraggiungibile. Il coinvolgimento dell’ascoltatore è totale, e non c’è bisogno di una particolare cultura musicale per stare dietro alle canzoni degli Indianizer, che hanno il grosso merito di andare oltre il virtuosismo tecnico fine a se stesso e di intercettare l’interesse di un pubblico ampio.

Insomma, un lavoro di qualità, con picchi di eccellenza, come nel caso di “Get Up!”, ipnotica e conturbante, una canzone meravigliosa.

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