IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Ipse Dixit

Ipse Dixit

PAOLO BENVEGNÙ

«Sanremo? Mi piacerebbe ritrovarmi lassù su quel palco e ricevere un giorno un premio alla carriera, magari sorseggiando un amaro. Comunque il grosso problema è che non so scrivere canzoni leggere e per andare a Sanremo devi saper scrivere canzoni leggere. Se non rinasco cane, nella prossima vita cercherò di imparare a scrivere canzoni leggere».
[Paolo Benvegnù]

ANGELA BARALDI

ab

«Chi sono? Mi faccio molto gli affari miei. Sono “un orso” che però ama vedere gli amici. In generale sono ondivaga, non lineare, in balia di me stessa a volte. Quando lavoro sono un vero soldato, ma di base sono una donna vulnerabile. Però non sono bipolare».
[Angela Baraldi]

EUGENIO FINARDI

ef

«Andare a vivere in America? Bisognerebbe prima di tutto farsi piacere gli americani. Inoltre da anziano credo che sarebbe atroce per me dover rinunciare al bidet. Meglio restare in Italia, Paese che spesso mi fa incazzare, che mi frustra parecchio, ma che amo».
[Eugenio Finardi]

 

EMANUELE DABBONO

«Immagino le mie canzoni come quelle spugne bagnate che si gettano sui visi dei pugili quando sono in difficoltà per rimandarli sul ring per l’ultimo round. Non bisogna perdere la speranza e la voglia di lottare».
[Emanuele Dabbono]

BOBO RONDELLI

br

«Tempo fa un tizio, dopo aver litigato con la fidanzata, venne da me disperato e mi disse: “Bobo, Bobo, ascoltavamo sempre le tue canzoni, non è che potresti suonare sotto la sua finestra?“. Detto e fatto. Io non mi nego mai se posso aiutare qualcuno».
[Bobo Rondelli]

ALBERTO CAMERINI

«Il punk non morirà mai, è eterno, immortale, è un’idea platonica che sta dentro di me, dentro i ragazzi che ancora oggi ascoltano certe canzoni, dentro i nostalgici. Il punk è un valore assoluto che come tale non potrà mai morire. Si mettano l’anima in pace quelli che, di tanto in tanto, ne celebrano il funerale. Sì, ok, ora mi faccia l’ultima domanda che ho i maccheroni che si stanno raffreddando, devo andare a mangiare».
[Alberto Camerini]

KRISMA

k

«Nel 2010 ricevo una mail da un tizio, mi spiega che fa parte di un gruppo di nome Coldplay e mi propone di fare qualcosa assieme. Però stavo facendo dell’altro in quel momento della mia vita e ho declinato l’invito. Pentito? No, forse no, forse sì. David Lynch invece è stato molto carino. Qualche tempo fa ci ha mandato una mail di complimenti: aveva visto su Internet la nostra sperimentale “Krisma Tv” e gli era piaciuta un sacco».
[Maurizio Arcieri,
Krisma]

GIANMARIA TESTA

gmt

«Internet è un megafono per la pancia, mentre le canzoni nascono più in su. Internet è un non-luogo dove è più facile tirare la pietra e poi nascondere la mano. Però il web esiste e bisogna confrontarsi con esso. Io sono un uomo del ‘900 e vedo Internet come i tizzoni: belli da guardare nel camino ma vanno maneggiati con cura».
[Gianmaria Testa]

EMIS KILLA

ek

«Credo esista un’entità, non può essere tutto frutto del caso. Ci sono cose attorno a noi che sono meravigliose, dei piccoli miracoli naturali, pensiamo ad esempio ai figli, alla possibilità di riprodurci. Dev’esserci per forza di cose un’entità superiore».
[Emis Killa]

ALESSIO BERTALLOT

ab

«A volte  ci ho messo settimane intere a capire un po’ più a fondo una poesia di Montale. In una cultura come quella attuale, di fall-out di informazioni piuttosto che notizie, di informazionismo piuttosto che cultura, di voli radenti sulla superficie delle cose e mai dentro, dare spazio alla poesia e ad altre “cose profonde” significa riabituarci all’ascoltare l’impercettibile, a sapere osservare le cose non evidenti».
[Alessio Bertallot]