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JAY-JAY JOHANSON The Long Term Physical Effects Are Not Yet Known

Capisci che un artista ha stoffa quando impari a riconoscerlo fra mille dopo pochi secondi. Jay-Jay Johanson fa parte di questa schiera. Lui ha il suo stile, la sua voce è inconfondibile, il mood delle sue costruzioni musicali è un vero marchio di fabbrica. Per la rubrica Must-Have vogliamo segnalarvi questo disco del 2007, perché ogni canzone è una sorpresa (non c’è un arrangiamento uguale all’altro, eppure il cd è dannatamente omogeneo), l’orecchiabilità è il giusto premio per chi ha la pazienza di attendere il ritornello, le ritmiche sono lente e soltanto all'apparenza scoordinate. Un pezzo come “Rocks In…

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JAY JAY JOHANSON the_long_term_physical_effects_are_not_yet_known

Capisci che un artista ha stoffa quando impari a riconoscerlo fra mille dopo pochi secondi. Jay-Jay Johanson fa parte di questa schiera. Lui ha il suo stile, la sua voce è inconfondibile, il mood delle sue costruzioni musicali è un vero marchio di fabbrica. Per la rubrica Must-Have vogliamo segnalarvi questo disco del 2007, perché ogni canzone è una sorpresa (non c’è un arrangiamento uguale all’altro, eppure il cd è dannatamente omogeneo), l’orecchiabilità è il giusto premio per chi ha la pazienza di attendere il ritornello, le ritmiche sono lente e soltanto all’apparenza scoordinate.

Un pezzo come “Rocks In Pockets” è acido e fresco, vetusto e nel contempo fuori da ogni possibile collocazione cronologia. Così come “As Good As It Gets” – anche se in questo caso la matrice jazz è il filo rosso che tiene in piedi il tutto. “The Long Term Physical Effects Are Not Yet Known” non puoi classificarlo, del resto quando mai la musica del magrolino Jay-Jay si è prestata ad una facile catalogazione? “Only For You” è un pezzo lento, trascinato, struggente: è fra i migliori, e arriva nel momento giusto, cioè quando meno te lo aspetti. Ottimo il trittico iniziale con “She Doesn’t Live Here Anymore”, “Time Will Show Me” (il brano più incisivo, da ascoltare in cuffia per cogliere tutte le sfumature) e la splendida “Coffin”, una canzone che ha la stessa passionalità di “Roads” dei Portishead, anche se il registro stilistico è chiaramente diverso. Questo è un disco che non ha grossi punti deboli. Lo ascolti e ti viene voglia di riascoltarlo. Vale ancora oggi qualunque prezzo.

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