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JENNY HVAL Blood Bitch

Ci sono dischi che fai una fatica boia a definire, a collocare, persino a descrivere a parole, perché hanno una personalità così forte che l'unica cosa sensata da dire sarebbe "andate di corsa ad ascoltarlo". E' il caso di "Blood Bitch", un compact fuori dagli schemi, pieno di idee interessanti e con un mix di folk e suoni elettronici e sperimentazione da spiazzare anche l'ascoltatore più scafato. I dieci capitoli di "Blood Bitch" parlano di storie sanguinarie, tra realtà, fantasia e fiction cinematografica. Il nuovo album di Jenny Hval è un concept legato al ruolo del sangue nella società moderna e passata. Il…

Score

QUALITA' - 77%

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jenny hval blood bitch

Ci sono dischi che fai una fatica boia a definire, a collocare, persino a descrivere a parole, perché hanno una personalità così forte che l’unica cosa sensata da dire sarebbe “andate di corsa ad ascoltarlo”. E’ il caso di “Blood Bitch“, un compact fuori dagli schemi, pieno di idee interessanti e con un mix di folk e suoni elettronici e sperimentazione da spiazzare anche l’ascoltatore più scafato.

I dieci capitoli di “Blood Bitch” parlano di storie sanguinarie, tra realtà, fantasia e fiction cinematografica. Il nuovo album di Jenny Hval è un concept legato al ruolo del sangue nella società moderna e passata. Il sangue protagonista, dunque. Si passa infatti da situazioni naturali come il ciclo mestruale, a vampiri famelici, a omicidi di vergini e prostitute, fino a fantasie di amore e sangue.

Siamo sempre restii a usare il termine “avanguardia” quando si parla di musica, perché spesso è usato per descrivere robe che possono ascoltare quattro gatti, però il disco di Jenny Hval è l’eccezione che conferma la regola. C’è veramente tanta originalità lungo i 10 episodi in scaletta e sotto l’aspetto tecnico non si è sbagliato nulla in fase di produzione e mixaggio. La voce di Jenny è ipnotica e rassicurante, fuori dal tempo ma sa anche essere dolce. Fra le migliori cose ascoltate in ambito elettronico nel 2016.

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