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JOAN THIELE

JOAN THIELE «La mia musica? Un arcobaleno di suoni e storie completamente diverse»

Il singolo che ha appena pubblicato, e che anticipa l’EP d’esordio che uscirà in primavera, è davvero molto, molto, molto carino. “Save Me” è un brano che ricorda le voci moderne dell’indie-pop internazionale e che fa presa al primo ascolto. Normale, con queste premesse, attendere il debutto di Joan Thielegiovanissima scoperta di casa Universal, che è arrivata a firmare con la major nel modo più… tradizionale possibile, cioè mettendosi in mostra dal vivo in un localino distante dai grandi circuiti.

La prima cosa che vorrei chiederti è qualcosa sulla Colombia, la tua terra d’infanzia. Qui in Europa ci arriva da sempre l’immagine di un Paese ingestibile, pieno di contraddizioni. Tu quale Colombia hai visto?

«La Colombia è una terra meravigliosa ed importante per me. Mio padre, i miei zii e cugini vivono lì, sono molto legata a loro. Inevitabilmente quando vado a trovarli mi sento a casa; è certamente un Paese molto complesso e pieni di contraddizioni, ma io lo vivo in un clima di serenità».

Sei giovanissima. Come sei arrivata a lavorare con una multinazionale come la Universal?

«E’ nato tutto in modo molto naturale, potrei dire alla “vecchia maniera”. Stavo suonando in un localino a Milano, come di routine, dove mi ha fermata una ragazza, che è diventata poi la mia discografica. Mi sento molto fortunata perché ho trovato un team speciale».

Non temi le pressioni di lavorare con una major?

«Molto spesso la major, per antonomasia, ha la nomea di colei che ti prende e ti spreme, io ho trovato invece una squadra fatta di persone che mi chiamano quotidianamente ma soprattutto hanno preso a cuore il progetto. Devo dire che sono molto contenta».

Il tuo ep di debutto uscirà in primavera. Cosa conterrà e avrà un filo capace di legare assieme tutti i brani contenuti?

«Sarà il mio primo EP e sarà abbastanza eterogeneo. Come il titolo di un mio brano, “Rainbow”, mi porta a pensare ad un arcobaleno di suoni e storie completamente diverse».

Nel disco ci saranno pezzi in italiano? 

«In realtà l’EP conterrà brani in inglese».

Come nascono le tue canzoni: pensi un concetto in italiano e poi provi a dargli una forma in inglese oppure l’italiano resta comunque distante dal tuo processo creativo?

«Quando scrivo evito di pensare in italiano, perché può rivelarsi controproducente. Penso ad una parola, una sensazione, e cerco di svilupparla, accompagnandomi con la mia chitarra».

In “Save Me”, il tuo primo singolo, la tua voce rimanda la mente a Martina Topley-Bird. La conosci?

«Onestamente non la conoscevo, ma ho aperto YouTube ed è una bomba, grazie per l’accostamento».

Quali sono i tuoi riferimenti dal punto di vista prettamente vocale?

«Sono Feist, Lauryn Hill, Nneka, Lianne La Havas, queste sono quelle voci che quando ascolto mi emozionano sempre. Le adoro».

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