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KARL MARX WAS A BROKER Monoscope

E se vi dicessimo che i Karl Marx was a broker sono di un posto a caso (scegliete voi...) tra Germania, Inghilterra e Olanda, forse Belgio, forse Francia? Insomma, se non li conosceste e ascoltaste questo disco ci credereste? Noi propendiamo per il sì. Perché hanno un bel suono europeo, bello corposo, così solido che ti arriva a mattonate da tre chili e mezzo mentre ascolti "Monoscope". Di italiano cosa c'è in questo album? Boh. Ce lo siamo chiesti più volte sentendolo. C'è propensione alla melodia? Nì. Ci sono quelle chitarre che si guardano allo specchio (erroraccio di molte band nostrane)?…

Score

QUALITA' - 68%

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KARL MARX WAS A BROKER monoscope

E se vi dicessimo che i Karl Marx was a broker sono di un posto a caso (scegliete voi…) tra Germania, Inghilterra e Olanda, forse Belgio, forse Francia? Insomma, se non li conosceste e ascoltaste questo disco ci credereste? Noi propendiamo per il sì. Perché hanno un bel suono europeo, bello corposo, così solido che ti arriva a mattonate da tre chili e mezzo mentre ascolti “Monoscope“.

Di italiano cosa c’è in questo album? Boh. Ce lo siamo chiesti più volte sentendolo. C’è propensione alla melodia? Nì. Ci sono quelle chitarre che si guardano allo specchio (erroraccio di molte band nostrane)? No, la proposta sonora è asciutta, non si perde in inutili cazzeggi, va dritta al sodo e ha personalità. Ecco la parola magica: personalità. “Monoscope” ha personalità. E ha pure una bella copertina. Onestamente i precedenti lavori di questo trio pistoiese non ci avevano lasciato grosse sensazioni in passato, ma qui siamo davanti a un compact di qualità. Musica intelligente da esportazione. I pezzi migliori? “Gray” e “Superego”. Carino il video per promozionare la title track.

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