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LAURA
Foto di Simone Bertolotti

L’AURA «Il mio pubblico, i miei amici e la mia famiglia mi hanno aiutata ad uscire dal guscio»

E’ appena tornata dal Giappone, L’Aura. Con una valigia carica di belle sensazioni. Nella terra del Sol Levante si è esibita piano e voce. «E’ stato bello portare la mia musica dal vivo in quel Paese che ha rappresentato un così grande punto fermo per me fin da bambina».

Cosa ti ha colpito in particolare del Giappone? Soprattutto dal punto di vista umano?

«I giapponesi li conoscevo da tempo, pensa che quando nel 2000 mi trasferii a San Francisco i miei migliori amici erano tutti giapponesi. Li amavo perché erano privi di schemi. Curiosi e gentili, erano estremamente appassionati di musica, come me. Li adoro anche oggi, i ragazzi giapponesi sono completamente fuori di testa e allo stesso tempo ordinatissimi e precisi. Hanno una timidezza e una dolcezza che li rende tenerissimi, e poi amo la loro cucina e la lingua, che spero di imparare presto. Non è stata una sorpresa per me trovare un Paese con un così alto grado di civiltà; certamente non uno stato così avanzato come si possa pensare, ma estremamente curioso verso gli italiani e verso la nostra cultura. I giapponesi amano l’Italia!».

Pensi che tornerai in Giappone oppure è più probabile rivederti a Sanremo prima o poi?

Sorride: «Penso sia più probabile rivedermi in Giappone».

Il tuo esordio si chiamava “Okumuki”, un’antica parola giapponese che rappresenta la parte più interna della casa. Oggi quel lavoro ha più di 10 anni. Che tipo era Laura nel 2005?

«Diciamo che da piccola ero molto sensibile, timida e chiusa. Mi sentivo diversa, ma il mio pubblico, i miei amici e la mia famiglia mi hanno aiutata ad uscire dal guscio».

Un tuo post su Facebook (cliccatissimo) riguarda il tuo passato amoroso e il racconto di una storia d’amore finita male. Oggi che sei mamma e sposata, pensi ancora che l’amore possa spezzare il cuore oppure è tutto un passo avanti verso qualcosa di più grande? 

«L’amore è continuo cuore spezzato! Non ho mai avuto esperienza di amori semplici. Sono una donna complessa e di conseguenza mi piacciono le persone complesse, multi-sfaccettate».

Come si guarisce dal cuore spezzato?

«Dal cuore spezzato si guarisce, come si guarisce da qualunque cosa. Noi esseri umani abbiamo risorse incredibili, siamo capaci di adattarci come quasi nessun altro essere vivente; spesso non prendiamo nemmeno in considerazione il vero potenziale che abbiamo. L’amore è decisamente una cosa complicata. Mi permetto di dissentire cordialmente con il mio stimato collega Tiziano Ferro».

Dopo un viaggio in Giappone, cos’altro ti aspetti dalla musica? 

«Non mi aspetto nulla, come sempre. Tutto quello che ho ricevuto dalla musica è stato un dono. Quando ero piccola volevo fare la musicista, ma non avrei mai pensato di fare della mia passione un vero lavoro. E’ capitato tutto per “caso”. Spero di riuscire a pubblicare presto il mio nuovo lavoro, e spero di condividerlo con le persone che mi vogliono bene. Tutto qui. Per me è veramente un grande regalo tutto l’affetto che ho ricevuto dal mio pubblico. Finalmente siamo anche riusciti a far partire il mio primo FanClub: https://www.l-aura.club! Il sogno di una vita!».

Mi piacerebbe anche sapere cosa ti ha tolto la musica nella vita…

«La musica non mi ha tolto nulla, ha solo aggiunto, ha solo curato le ferite e fatto crescere delle parti di me, come l’empatia, e la sensibilità, che forse non avrebbero avuto pari opportunità se avessi svolto lavori di altro tipo».

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