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LORO 2 Paolo Sorrentino

"Loro 2" è meglio di "Loro 1". Ma vista nella sua interezza, l'opera di Sorrentino acquista più valore ed è più facilmente traducibile. Nella prima parte al centro c'erano gli italiani e la loro voglia di ritagliarsi un posticino al tavolo importante, nella seconda parte c'è finalmente Berlusconi, e il regista fa sul serio, calcando la mano senza esagerare, aiutato da un Toni Servillo più maschera e poco... Berlusconi dal punto di vista prettamente estetico, e da una Elena Sofia Ricci veramente brava. Sorrentino guarda dal buco della serratura l'intimità di un Berlusconi/Servillo avvolto da una solitudine che fa un rumore…

Score

SCORE - 7.5

7.5

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loro 2

Loro 2” è meglio di “Loro 1”. Ma vista nella sua interezza, l’opera di Sorrentino acquista più valore ed è più facilmente traducibile. Nella prima parte al centro c’erano gli italiani e la loro voglia di ritagliarsi un posticino al tavolo importante, nella seconda parte c’è finalmente Berlusconi, e il regista fa sul serio, calcando la mano senza esagerare, aiutato da un Toni Servillo più maschera e poco… Berlusconi dal punto di vista prettamente estetico, e da una Elena Sofia Ricci veramente brava.

Sorrentino guarda dal buco della serratura l’intimità di un Berlusconi/Servillo avvolto da una solitudine che fa un rumore assordante, e dal trascorrere del tempo che lo porta a cibarsi della gioventù a ogni costo. Alcune scene sono memorabili: il dialogo fra Berlusconi ed Ennio Doris (interpretati entrambi da Servillo), il balletto delle ragazze con la canzoncina per Silvio, i rimproveri feroci di Veronica Lario al marito, e lo scambio di battute fra la giovanissima escort e Berlusconi. Ma sinceramente “Loro 2” offre moltissimi spunti di interesse. Forse è meno patinato della prima parte, ma è senza dubbio più efficace e scoperchia le intenzioni del regista, che serve allo spettatore un ritratto di Berlusconi privo di grosse retoriche e cattivo il giusto.

In conclusione: “Loro” – nella sua interezza – è un’opera completa, interessante, appassionante, utile. Utile perché nella seconda parte aiuta per davvero a interpretare una lunga epoca (politica e non solo) sopra la quale il Sole non è ancora calato del tutto. Il Berlusconi di Sorrentino è un vincente che non accetta se stesso, che cerca di ingannare il tempo, che rifugge ogni sorta di realtà. Accettando soltanto la propria, quella costruita cioè a tavolino.

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