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MARCO PARENTE Trasparente

C'è stato un momento, agli inizi degli Anni Duemila, che Marco Parente è stato tanto così dal diventare un cantautore di quelli in grado di prendersi qualcosa in più di una semplice nicchia. Questo perché molti pianeti erano allineati nel modo giusto: un'etichetta di medio-alto livello alle spalle (la Mescal), un percorso in crescendo e già un buon repertorio in tasca. Nel 2002 arriva "Trasparente", e si sale ulteriormente di livello: Manuel Agnelli in cabina di regia come produttore, Paolo Benvegnù alle chitarre elettriche e Andrea Franchi alla batteria. E ovviamente ci sono pure le composizioni: veramente, veramente belle, perfetto mix di canzone…

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marco parente trasparente

C’è stato un momento, agli inizi degli Anni Duemila, che Marco Parente è stato tanto così dal diventare un cantautore di quelli in grado di prendersi qualcosa in più di una semplice nicchia. Questo perché molti pianeti erano allineati nel modo giusto: un’etichetta di medio-alto livello alle spalle (la Mescal), un percorso in crescendo e già un buon repertorio in tasca. Nel 2002 arriva “Trasparente“, e si sale ulteriormente di livello: Manuel Agnelli in cabina di regia come produttore, Paolo Benvegnù alle chitarre elettriche e Andrea Franchi alla batteria. E ovviamente ci sono pure le composizioni: veramente, veramente belle, perfetto mix di canzone d’autore, pop, rock e atmosfere (in alcuni passaggi) che rimandano ai Radiohead. Patty Pravo si innamora persino di un brano di questo album, cioè “Farfalla pensante” e lo inserisce in “Radio Station”. Insomma, il classico disco della maturità, un lavoro che dopo 14 anni mantiene ancora intatta la sua forza espressiva.

Purtroppo negli anni successivi Marco Parente ha raccolto meno di quanto seminato. Anche per colpa sua: non sempre il suo percorso è stato lineare e facile da decifrare. Tuttavia “Trasparente” resta un album incredibilmente completo, una lavoro imprescindibile per decodificare la scena indipendente italiana degli Anni Duemila.

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