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MARLENE KUNTZ Lunga Attesa

Per certi versi è sconfortante dirlo, ma quello dei Marlene Kuntz è un disco freschissimo, con un suono della Madonna e le solite grandi liriche di Godano. E' sconfortante perché al decimo lavoro, e dopo 25 anni di carriera, sarebbe bello si consumasse l'uccisione dei "padri" da parte dei "figli", ma la scena rock italiana fatica da matti a sfornare pargoli in grado di raccogliere l'eredità dei genitori. . O meglio: le nuove proposte ci sono, ma salvo rarissimi…

Score

QUALITA' - 71%

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MARLENE KUNTZ lunga_attesa

Per certi versi è sconfortante dirlo, ma quello dei Marlene Kuntz è un disco freschissimo, con un suono della Madonna e le solite grandi liriche di Godano. E’ sconfortante perché al decimo lavoro, e dopo 25 anni di carriera, sarebbe bello si consumasse l’uccisione dei “padri” da parte dei “figli”, ma la scena rock italiana fatica da matti a sfornare pargoli in grado di raccogliere l’eredità dei genitori. E così eccoci a celebrare un ottimo disco ma anche lo sconforto per un ricambio generazionale che ancora non si vede. O meglio: le nuove proposte ci sono, ma salvo rarissimi casi, due dischi fatti come Dio comanda non si riescono a infilare.

Tornando ai Marlene Kuntz, “Lunga Attesa” è un album con un suono corposo e omogeneo; Godano e soci hanno piena padronanza delle loro idee e le indirizzano verso soluzioni (melodiche) spesso efficaci. La prima parte del compact (“Narrazione”, “La noia”, “Niente di nuovo” e la title track) dà la giusta cifra stilistica del nuovo lavoro, mentre la seconda parte è più accessibile a chi ha già confidenza con l’universo dei Marlene Kuntz. Sempre nella seconda parte, tenete d’occhio “Sulla strada dei ricordi”, un maxi brano di oltre 7 minuti che è fra le cose migliori dell’album. In conclusione: rock da libri di scuola con delle chitarre da leccarsi i baffi.

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