IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Recensioni > Ambient > MASSIMO RUBERTI

MASSIMO RUBERTI Armstrong

Come diceva quella famosa pubblicità? "La forza è nulla senza il controllo". Ebbene, si potrebbe parafrasare quel celebre slogan adattandolo però al disco di Massimo Ruberti. E potremmo dunque dire che la tecnica è nulla senza un'identità. Eh sì, perché "Armstrong" è un lavoro carino, un viaggio tra elettronica a basso voltaggio e ambient che però non parte mai, si resta sempre fermi o al massimo si gira attorno a un paio di idee. All'album manca un profilo preciso. Qualcosa che valorizzi la tecnica dell'autore, non relegandola a semplice esercizio di stile fine a se stesso. La scaletta è composta da…

Score

QUALITA' - 51%

51%

51

MASSIMO RUBERTI armstrong

Come diceva quella famosa pubblicità? “La forza è nulla senza il controllo”. Ebbene, si potrebbe parafrasare quel celebre slogan adattandolo però al disco di Massimo Ruberti. E potremmo dunque dire che la tecnica è nulla senza un’identità. Eh sì, perché “Armstrong” è un lavoro carino, un viaggio tra elettronica a basso voltaggio e ambient che però non parte mai, si resta sempre fermi o al massimo si gira attorno a un paio di idee. All’album manca un profilo preciso. Qualcosa che valorizzi la tecnica dell’autore, non relegandola a semplice esercizio di stile fine a se stesso.

La scaletta è composta da 6 brani per 41 minuti di musica. L’atmosfera generale di “Armstrong” è monocolore. Non si è osato abbastanza. La traccia migliore? Senza dubbio la conclusiva “Landing” perché è l’unico episodio che prova a smarcarsi da un contesto mediamente piatto.

Tag