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MECNA Lungomare Paranoia

Non è banale, Mecna. Ed è uno dei pochi, in ambito rap italiano, che si avvicina ai territori della canzone leggera senza sbracare. "Lungomare Paranoia" è il giusto seguito di "Laska" ed è forse un disco più accessibile rispetto a quello del 2015, di sicuro è un album che ha voglia di farsi capire, di dialogare con l'ascoltatore. L'eccessivo uso dell'autotune un po' compromette il risultato finale, ma le canzoni di Mecna funzionano abbastanza e c'è proprietà di linguaggio. E' un rap, il suo, che è distante anni luce dai luoghi comuni che il genere propone da diversi anni in…

Score

QUALITA' - 63%

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mecna lungomare paranoia

Non è banale, Mecna. Ed è uno dei pochi, in ambito rap italiano, che si avvicina ai territori della canzone leggera senza sbracare. “Lungomare Paranoia” è il giusto seguito di “Laska” ed è forse un disco più accessibile rispetto a quello del 2015, di sicuro è un album che ha voglia di farsi capire, di dialogare con l’ascoltatore. L’eccessivo uso dell’autotune un po’ compromette il risultato finale, ma le canzoni di Mecna funzionano abbastanza e c’è proprietà di linguaggio. E’ un rap, il suo, che è distante anni luce dai luoghi comuni che il genere propone da diversi anni in Italia, quindi niente coca, troie e robacce da gangster di paese con il papà libero professionista. Mecna vola basso, si concentra sulla sua quotidianità e il risultato sono dei testi onesti, concreti, che arrivano sinceri.

Le basi sono state firmate – fra gli altri – da The Night Skinny e Godblesscomputers. Discreto il lavoro sulle linee melodiche, anche se sui ritornelli si poteva osare qualcosina di più. I pezzi migliori? “Vieni via”, “Malibu”, “Soldi per me” e “Nonostante sia”, con un testo che ti fa pensare.

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