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METTI LA NONNA IN FREEZER Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi

Era il 1989 quando usciva lo spassosissimo "Weekend con il morto", b-movie senza grosse pretese ma caratterizzato dalla presenza di un morto che per la logica del film doveva sembrare ancora vivo. Per "Metti la nonna in freezer" diciamo che si è seguito il medesimo filone, ma giocando al ribasso e puntando su una commedia dove dall'inizio alla fine è tutto banale e scontato. La trama. Simone Recchia (Fabio De Luigi) è un incorruttibile ma maldestro finanziere che si innamora di Claudia (Miriam Leone), una giovane restauratrice che vive grazie alla pensione della nonna (Barbara Bouchet). Alla morte improvvisa della…

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metti nonna freezer

Era il 1989 quando usciva lo spassosissimo “Weekend con il morto”, b-movie senza grosse pretese ma caratterizzato dalla presenza di un morto che per la logica del film doveva sembrare ancora vivo. Per “Metti la nonna in freezer” diciamo che si è seguito il medesimo filone, ma giocando al ribasso e puntando su una commedia dove dall’inizio alla fine è tutto banale e scontato.

La trama. Simone Recchia (Fabio De Luigi) è un incorruttibile ma maldestro finanziere che si innamora di Claudia (Miriam Leone), una giovane restauratrice che vive grazie alla pensione della nonna (Barbara Bouchet). Alla morte improvvisa della nonna, Claudia, aiutata dalle sue amiche, pianifica una truffa per continuare ad incassare la pensione ed evitare la bancarotta della sua azienda di restauri che naviga in cattive acque a causa del ritardo di un pagamento.

Il cast principale non è granché. Fabio De Luigi resta uno degli artisti più sopravvalutati del panorama italiano, incapace davanti alla camera di andare oltre la solita espressione stralunata. La Leone è sempre un bel vedere (è di una bellezza semplice e sconvolgente), ma il risultato della sua prova, qui, è modesto. Molto bene invece il cast di supporto, con Marina Rocco (una delle due amiche della protagonista) che fa un figurone, con un Eros Pagni che lascia il segno e poi con il sempre bravo Carlo De Ruggieri che si ritaglia un suo spazio. Ottimo il montaggio, buonissima la fotografia, deboluccia la sceneggiatura firmata da Fabio Bonifacci, anche se ci sono un paio di scambi di battute che strappano il sorriso.

In conclusione: una commedia senza mordente, che in prima serata su una rete commerciale può anche valer la pena d’essere vista, ma al cinema c’è di meglio in questi tempi.

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