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MINISTRI Fuori

Premessa: negli ultimi tempi i Ministri si sono un po' persi, è come se sul più bello fosse venuta meno la capacità di capitalizzare il grande interesse (di critica e di pubblico) attorno al loro progetto. Fossero dei calciatori, potremmo dire che è mancata finora la consacrazione. Forse è mancato un Sanremo? O forse va anche bene così. Di sicuro il loro percorso e i loro messaggi sono diventati più difficili da interpretare. Hanno sbagliato ufficio stampa? Facile, anzi, certo. Nel 2010 scrivevamo questo di "Fuori". Sono proprio un gran gruppo, ‘sti Ministri. Senza voler eccedere in commenti sdolcinati o…

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Premessa: negli ultimi tempi i Ministri si sono un po’ persi, è come se sul più bello fosse venuta meno la capacità di capitalizzare il grande interesse (di critica e di pubblico) attorno al loro progetto. Fossero dei calciatori, potremmo dire che è mancata finora la consacrazione. Forse è mancato un Sanremo? O forse va anche bene così. Di sicuro il loro percorso e i loro messaggi sono diventati più difficili da interpretare. Hanno sbagliato ufficio stampa? Facile, anzi, certo.

Nel 2010 scrivevamo questo di “Fuori“. Sono proprio un gran gruppo, ‘sti Ministri. Senza voler eccedere in commenti sdolcinati o in pomposi raffronti con ensemble che hanno fatto la storia recente del rock italiano, quante band della scena nostrana possono vantare (oggi) un uso dei testi così efficace e “un tiro” così potente? Ve lo diciamo noi: davvero poche. Nel senso: ci provano in tanti, ma con risultati talvolta modesti. Invece questi ragazzacci hanno tutto per lasciare un segno profondo sul loro tempo, e “Fuori” rappresenta l’ennesimo passo avanti. Rappresenta un piccolo punto di riferimento per chi ha l’ambizione di fare rock in Italia senza scivolare nel ridicolo o sputtanarsi. Del disco, cosa dire nel dettaglio? Se scorriamo i 12 brani in scaletta, almeno la metà sono dei potenziali singoli perché riescono a unire melodia con l’impegno dei testi. “Gli alberi”, “Noi fuori”, “Tutta roba nostra”, “Una questione politica”, “Mangio la terra” – giusto per citare alcuni pezzi – danno la caratura dei Ministri e ne certificano lo stato di salute: i ragazzi sanno scrivere e cantare e gridare con una cattiveria non comune, non si nascondono dietro tematiche semplici ma accettano la sfida di rapportarsi con il loro quotidiano senza usare slogan, ma i Nostri vanno oltre, lanciando cioè spesso un messaggio fra le righe – in tal senso ascoltatevi “Una questione politica”. Insomma, poche storie, un discone.

Confermiamo tutto anche a distanza di 7 anni. “Fuori” è un album che continua a rappresentare un punto di riferimento per chi ha l’ambizione di fare rock in Italia e in italiano.

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