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MORENO

MORENO «La critica costruttiva mi fa migliorare, le critiche per partito preso non mi interessano»

Ciò che stupisce di Moreno (e del suo modo di chiacchierare) è l’educazione. Nel senso: malgrado la giovane età, è già smaliziato nel risponderti, non lo becchi in castagna, però ciò che colpisce è l’educazione, il modo di porsi verso l’interlocutore. Insomma, può piacere o non piacere, ma non è un montato, non è uno che dall’alto dei suoi 700 mila fans su Facebook ha perso contatto con la realtà. Il rapper genovese anche questa estate si appresta a collezionare date su date in giro per l’Italia. Una sfilza impressionante di luoghi, piazze e arene.

Che momento stai vivendo?

«Direi che è un buon momento. Stiamo in giro, non posso lamentarmi».

I tuoi fans hanno una vera e propria adorazione nei tuoi confronti. Alcuni si sono tatuati persino i tuoi testi sul corpo. Che effetto ti fa?

«E’ una bella soddisfazione, provo orgoglio».

Concerti, l’amore dei fans, copertine. Temi mai che tutto questo possa finire?

«Faccio tutti gli scongiuri del caso, ma so che è un’eventualità, però grazie al cielo sono già tre anni che siamo in giro e le risposte del pubblico restano confortanti. Se però un giorno finirà tutto, lo accetterò. L’unica cosa che posso però fare in questo momento è continuare a dare tutto me stesso per alimentare questo sogno».

Ho letto una tua intervista dove dicevi che soltanto Ensi è più bravo di te nel freestyle…

«Sai, il freestyle dipende anche dalla giornata, e uno se è in giornata si sente anche il più forte del mondo. Ensi è sicuramente uno dei più bravi e io mi ritengo uno dei più bravi in Italia a fare freestyle».

Mi aiuti a capire come mai, talvolta, si leggono delle pessime cose sul tuo conto?

«Quando uno ha un’esposizione tale da avere 700 mila fans su Facebook, ad esempio, è normale che ci sia quello che ti elogia e anche quello che ti critica. La stessa cosa avviene per i calciatori, i presentatori, le critiche fanno parte del gioco: se non sei seguito non ne ricevi. Questo mi fa venire in mente la mia gavetta: questo è il decimo anno che sono in giro e all’inizio avevo ben poco seguito sul web, magari non riuscivo neppure a fare 10 mila visualizzazioni per un video, ovvio che quando però i numeri lievitano, lievitano anche le critiche».

La prendi con filosofia…

«Guarda, ho imparato che c’è critica e critica. Se la critica è costruttiva, a me piace leggerla, non mi spaventa, non mi infastidisce. La critica costruttiva ti fa migliorare, e io ho voglia di migliorare, non mi sento di certo già arrivato. Se invece la critica si basa su… un’ideologia, sul fatto che bisogna criticare a prescindere chi esce da un Talent, allora la cosa non mi interessa, perché non ci vedo nulla di costruttivo. Certi post sono finalizzati solo a buttarci giù? Ok, danno un po’ fastidio, ma lasciano il tempo che trovano».

Pensi che certe critiche nascondano dell’invidia inconfessabile?

«Sai, l’invidia esiste, però mi dispiace, ma per me finisce lì, non posso farci nulla».

Ti faccio un po’ di nomi, dammi un tuo flash. Maria De Filippi.

«Beh, mi fa venire in mente “Amici”. Parliamo di un Mostro Sacro della televisione, mi ha dato rispetto e mi ha accolto benissimo. Il suo programma mi ha dato modo di sviluppare quello che era ed è il mio talento e di portarlo all’attenzione di un ampio pubblico».

Fabri Fibra e Clementino.

«Parliamo di due persone che stimo. Inoltre posso dirti che sia “Squallor” sia “Miracolo!”, i loro ultimi lavori, sono sul mio iTunes, comprati da me personalmente perché mi piace supportare gli amici e la buona musica. Sono usciti con due prodotti diversi ma interessanti e li consiglio».

Su Nedved e il famoso tunnel alla partita del cuore cosa posso chiederti di originale?

«Beh, potresti chiedermi se sono soddisfatto di aver fatto un tunnel a un Pallone d’Oro».

Un giorno potrai dire ai tuoi figli di aver fatto una vera impresa…

«Credo che lo sapranno da soli, perché leggeranno il quadretto che ho appeso in salotto con l’articolo della Gazzetta e il titolo: “Moreno fa tunnel e fa impazzire il Pallone d’Oro”. Non me ne voglia Nedved, capisco che farsi fare un tunnel da uno che ha giocato in Eccellenza può essere fastidioso, ma immagino che lui se la sia presa solo in quel momento, mentre io me la porterò invece nel curriculum questa cosa, come ricordo di un bel momento. Comunque, battute a parte, eravamo lì per un motivo più importante, ovvero raccogliere fondi, ed è stato bello raggiungere il risultato che era necessario».

Magari un giorno ci scriverai una canzone su quel tunnel…

«Chissà. Magari un freestyle, un pezzo. Comunque ci lavorerò su…».

Puntualmente è arrivato, ecco il freestyle postato su Facebook: “Ogni hater che mi sento sulle spalle lo ignoro, le palle mi si gonfiano come quelle di un toro, lancio perle che arrivano come sberle a coloro, che stanno a parlare ma andate a trovare un lavoro. Parola di Moreno il moro, aspetto la reazione come la volta che ho fatto tunnel a un pallone d’oro. Come direbbe Joe Bastianich anche se vuoi che muoro, con sta roba ho mandato a casa loro e portato a caso l’oro”.

Come sta il rap in Italia? Non pensi ci sia una sorta di sovraesposizione in questo momento? 

«Non credo. O meglio: credo ci fosse più rap in giro la scorsa estate rispetto a quello che troviamo in giro ora. Intendiamoci, non sto dicendo che nel 2015 il rap abbia latitato in tv e in radio, però credo abbia avuto più voce l’anno scorso. Quello che invece ho notato, quest’anno, è stato il ritorno di un certo tipo di rap… puro. In questo senso penso a Fabri Fibra che è uscito con un disco come “Squallor”, oppure a Marracash che è uscito con un album che contiene sì dei singoli molto da radio, ma anche molto rap. E poi penso anche al ritorno di Emis Killa. Diciamo che forse è tornata anche la voglia di fare il rap in una certa maniera».

L’ultima cosa che voglio chiederti è relativa ai video che vediamo in ambito rap. Spesso ci sono così tante ragazze da far girare la testa. E’ solo marketing oppure l’ambiente dell’hip hop è davvero popolato da modelle da urlo?

«Partiamo da un presupposto: l’Italia, oltre a essere un Paese ricco di cultura, ha anche il vanto a livello mondiale delle belle donne. Noi rapper mettiamo nei video le ragazze anche per vantarci di quanto siano belle le donne italiane, ma sempre rispettandole e non con l’idea di usare il loro corpo come un oggetto. Mettiamola così: con la presenza di belle ragazze cerchiamo di rendere i nostri video ancora più belli, se poi alla fine riusciamo anche a fidanzarci con qualcuna di loro, meglio ancora».

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