IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
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MOTTA «Nel momento in cui ami qualcuno, prendi posizione nel mondo e stai facendo politica»

L’estate di Motta si è aperta con la vittoria del Premio Tenco per il miglior disco in assoluto e sta proseguendo con una ricca serie di live. Sarà anche fra i protagonisti dell’edizione 2018 del Goa Boa Festival nella giornata del 20 luglio.

Partiamo dalla vittoria del Premio Tenco. Una bella soddisfazione?

«I premi sono spesso una gratificazione per il lavoro di un artista. In questo caso parliamo di un premio serio, legato a un personaggio che si è sempre guardato bene dal diventare moda o quant’altro. E’ un premio che ha un nome importantissimo che va salvaguardato sempre e fa piacere averlo vinto con questo album, dopo averlo già vinto con il precedente per la miglior opera prima».

So che sei un appassionato di cinema, giusto?

«Sì, abbastanza».

Immaginiamo un film alla “Essere John Malkovich”, ma declinato sulla vita di Francesco Motta. Sarebbe un film interessante?

«Per vedere da vicino la mia vita? Credo – sorride – che il pubblico si potrebbe annoiare a morte, perché alla fine faccio una vita normale, seppur con le classiche dinamiche di un artista, ma giuro: la mia è una vita normalissima, e io mi annoierei se dovessi riviverla un’altra volta».

Vita normale ma cambiata parecchio negli ultimi anni…

«Certo, con botte di adrenalina incredibili che a volte gestisco bene e altre volte non so ancora come gestirle, però cerco di essere tranquillo e soprattutto felice».

Come si fa a essere felici?

«Giuro, non l’ho ancora capito, ma sto facendo di tutto per esserlo. Probabilmente tanto passa dal volersi bene, dal fare scelte in maniera consapevole».

La felicità è un lungo momento oppure è la somma di più momenti?

«Un lungo momento. E credo che la felicità passi anche dal ricercarla».

Al di là del fatto che si trovi o meno?

«Assolutamente sì. Anzi, se poi la trovi magari è un casino – sorride -, perché poi non sai più che fare…».

Di recente hai detto che le canzoni d’amore sono anche canzoni politiche. Cosa intendevi?

«Nel momento in cui ami qualcuno, prendi posizione nel mondo e stai facendo politica. Mi rendo conto che oggi non prendere posizione sia diventata una scelta vincente, per taluni. A me invece piace espormi e prendere spesso una posizione, ed essere preoccupato per quello che mi accade attorno, come la non umanità di una persona come Matteo Salvini».

Quindi non sei uno dei tanti trentenni che non hanno votato alle ultime elezioni?

«Purtroppo non ho votato perché ho cambiato residenza in quei giorni e ho avuto disguidi con la consegna della tessera elettorale. E dico la verità: mi vergogno tantissimo. Avessi avuto la tessera elettorale sarei di sicuro andato a votare, perché lo considero un gesto sempre importante».

In una tua intervista ho letto che hai voglia di diventare papà…

«No, non è una voglia, ma diciamo che è più un sentirsi pronto, per quanto poi, nessuno credo che sia davvero pronto a diventare genitore».

Nelle tue canzoni citi spesso la tua famiglia. Che rapporti hai oggi con i tuoi affetti?

«Ottimi. C’è stato un distacco che ha portato a un amarsi di più. La lontananza geografica ci ha avvicinato».

Fare il papà credi sia facile, difficile, si possono applicare schemi?

«Credo sia difficilissimo farlo bene, è un ruolo che ha grandi responsabilità».

Più facile fare il musicista?

«E’ difficile fare anche il musicista».

Hai una relazione con l’attrice Carolina Crescentini. Come hai vissuto l’ingresso nella tua vita del gossip?

«Senza badarci troppo. A volte mi fanno interviste cercando nel mio Instagram degli appigli per sondare la mia vita privata quando basterebbe ascoltare le mie canzoni per trovare risposte a domande che molti giornalisti non riescono neppure a fare».

I titoli dei tuoi due album hanno elementi che contrastano. Ti affascinano gli opposti?

«Mi affascina essere consapevole della strada da imboccare per vivere, ma mi affascina anche l’errore per imparare a non rifarlo più».

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