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MURUBUTU L'uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti

"Un altro rap è possibile!". Così recita la nota stampa che accompagna "L'uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti". E in effetti il disco di Murubutu si posiziona in territori distanti dai luoghi comuni del rap attuale. Ad arricchire la scaletta, anche ospiti di assoluto livello: da Dargen D'Amico a Ghemon passando per Rancore. Murubutu è un cantastorie eccellente, tanto è vero che il suo stile lambisce spesso i confini della canzone d'autore. La fruibilità pop dei brani è discreta, anche se molte melodie non sono state sfruttate al massimo del potenziale. Troppi i 14 pezzi selezionati, perché…

Score

QUALITA' - 63%

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murubutu luomo cheviaggiava nel vento

“Un altro rap è possibile!”. Così recita la nota stampa che accompagna “L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti“. E in effetti il disco di Murubutu si posiziona in territori distanti dai luoghi comuni del rap attuale. Ad arricchire la scaletta, anche ospiti di assoluto livello: da Dargen D’Amico a Ghemon passando per Rancore.

Murubutu è un cantastorie eccellente, tanto è vero che il suo stile lambisce spesso i confini della canzone d’autore. La fruibilità pop dei brani è discreta, anche se molte melodie non sono state sfruttate al massimo del potenziale. Troppi i 14 pezzi selezionati, perché non tutti tengono botta. Interessanti le produzioni: ricercate e mai banali o modaiole. Ottima l’idea di promuovere “Grecale” come primo singolo, ma occhio anche a “Il Re dei venti” e “Scirocco” con la partecipazione preziosa di Rancore. Insomma, un rap per trentenni con tematiche mature e niente cazzatine per “fare brutto”. Non tutto funziona, ma c’è abbastanza per superare la sufficienza senza avere il fiatone al traguardo.

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