IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Recensioni > Autoproduzione > MY SPEAKING SHOES

MY SPEAKING SHOES Siamo mai stati

MY_SPEAKING_SHOES_siamo_mai_stati

Chi conosce Sassuolo, la città che ha dato i Natali ai My Speaking Shoes, sa che è un luogo ambiguo: né paese né provincia, né Inferno né Paradiso anche se per anni è stato tra i poli occupazionali più celebrati in Italia.

Siamo mai stati” non è un album ambiguo. Nel senso che ha una cifra stilistica chiara e una personalità ben definita. Sono due le cose che ci piacciono al primo ascolto: il cantato femminile (molto espressivo) della brava Camilla Andreani e la buona resa sonora. La scaletta è un continuo assalto all’arma bianca alla gola dell’ascoltatore: le canzoni sono infatti nervose, le chitarre graffianti e la batteria arriva sempre con un rimorchio carico di rumore. Malgrado i ritornelli non siano generosi di incursioni nei territori del pop, l’album è abbastanza accessibile. Un po’ di orecchiabilità in più, però, non avrebbe compromesso negativamente l’identità del progetto. Tra gli aspetti che ci convincono meno, segnaliamo i testi in italiano: non sempre portano un valore aggiunto alla struttura delle canzoni.

Chi conosce Sassuolo, la città che ha dato i Natali ai My Speaking Shoes, sa che è un luogo ambiguo: né paese né provincia, né Inferno né Paradiso anche se per anni è stato tra i poli occupazionali più celebrati in Italia. . La scaletta è un continuo assalto all'arma bianca alla gola dell'ascoltatore: le canzoni sono infatti nervose, le chitarre graffianti e…

Score

QUALITA' - 61%

61%

61

Tag