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NEGRITA 9

NEGRITA_9

9” (Universal) dei Negrita è un disco vero, nel senso che non è un lavoro fatto con mestiere da una band con la pancia piena. E’ un disco vero, che ha contenuti e un suono invidiabile, che attinge a piene mani dal rock and roll americano ma con originalità. La scaletta è composta da 13 brani che sanno esercitare fascino sull’ascoltatore già al primo contatto. Un difetto? Alcuni virtuosismi qua e là appesantiscono l’album e non portano nulla ai fini del risultato complessivo.

La forza del compact (prodotto da Fabrizio Barbacci) sta senza dubbio nella capacità di maneggiare con garbo e slancio la melodia, valorizzando i ritornelli con costruzioni semplici ed immediate. Bene la prima parte, nella seconda il gruppo va ad esplorare territori più intimi. Il cantato di Pau è ispirato e l’interpretazione è eccellente. I brani migliori? L’iniziale “Il Gioco” ha una personalità definitiva, ma occhio soprattutto a “Baby I’m In Love” e “Niente è per caso”. Ottima la conclusiva “Non è colpa tua”, con la partecipazione di Shel Shapiro. Una curiosità: “1989” ha dei passaggi che ricordano la celebre “Smalltown Boy” dei Bronski Beat.

"9" (Universal) dei Negrita è un disco vero, nel senso che non è un lavoro fatto con mestiere da una band con la pancia piena. . La scaletta è composta da 13 brani che sanno esercitare fascino sull'ascoltatore già al primo contatto. Un difetto? Alcuni virtuosismi qua e là appesantiscono l'album e non portano nulla ai fini del risultato complessivo. La forza del compact (prodotto da Fabrizio Barbacci) sta senza dubbio nella capacità di maneggiare con garbo e slancio…

Score

QUALITA' - 71%

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