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NEVRUZ & JOHNSON RIGHEIRA «Vi raccontiamo cosa “Sembra Impossibile”»

Nevruz e Johnson Righeira si sono ritrovati insieme per il brano “Sembra Impossibile”, pezzo che farà parte del nuovo album, intitolato “La Protesta”, al quale Nevruz sta lavorando alacremente in queste settimane. Nevruz e Johnson Righeira mettono assieme due mondi quasi opposti, due generazioni, background e stili di vita diversi. Li abbiamo intervistati.

Partiamo dal pezzo: è veramente molto coinvolgente e arriva al primo ascolto. Due cose: perché nel video ci sono riferimenti calcistici? Inoltre, leggendo i commenti su YouTube, il brano ha spiazzato molti. E’ utile leggere i commenti del pubblico oppure si rischia solo di perdere la bussola?

Nevruz: «Siamo due artisti agli antipodi così come anche fede calcistica, tifiamo due squadre completamente opposte come il Napoli e la Juventus. Ciò non toglie il fatto che possiamo essere veri amici. I cambiamenti portano incredibili sorprese, possiamo essere diversi tra noi ma se viviamo sinceramente e mettiamo il rispetto e la sportività ovunque l’armonia è possibile. Sembra impossibile ma si può! Per quanto riguarda YouTube, il pubblico dovrebbe imparare a evitare di commentare le cose che non gradisce ma semplicemente ascoltare e passare ad altro, criticare è importante ma se è costruttivo e fatto con rispetto. Chi commenta offendendo inutilmente e con ignoranza dovrebbe vergognarsi; sarebbe bello, se ti piace un artista, lasciare un pensiero o fare un saluto, un augurio di pace e di amore ma purtroppo alcuni si nascondono dietro pseudonimi senza una reale identità, io mi chiedo: ma ha senso? Non è certo il tipo di società che sogno, ricordiamoci che gli artisti li si incontra e li si valuta dal vivo, questa è la realtà».

Johnson: «Abbiamo pensato di inserire un riferimento calcistico sia per evidenziare le nostre differenze che per sottolineare il fatto che, nonostante tutto, si può essere amici e lavorare assieme pur essendo totalmente diversi. Inoltre perché entrambe le tifoserie (Juventus e Napoli) utilizzavano la melodia dell’”Estate Sta Finendo” per un coro durante la scorsa stagione. Per quanto riguarda i commenti del pubblico, li leggo tutti e ti dirò che ci rimango pure male quando ne trovo di cattivi e/o offensivi: ma poi vedo che sono molti di più quelli positivi, che mi convincono quindi a proseguire per la mia strada! Mai perdere la bussola per accontentare gli altri!».

Johnson, rispetto agli Anni Ottanta sembra cambiato tutto, oggi. Anche il modo di fare pop lo trovi cambiato?

Johnson: «Ovvio che tutto cambia: negli Anni ’80 c’era ancora tanto da scoprire, oggi per lo più si scopre come riprendere l’ossatura di vecchi brani, e dargli, giustamente, una nuova vita. Gli Anni ‘80, pur essendo stati la culla della musica dance, erano sicuramente più legati al pop, proprio inteso come “popolare”. Le hit la gente le cantava per strada, cosa che adesso si sente sempre più di rado e percepisco ovunque un minore coinvolgimento. Questo non è né meglio né peggio, è solo diverso».

Inoltre hai nostalgia per quell’epoca?

Johnson: «No! Non ho assolutamente nostalgia, perché credo sempre che il meglio debba ancora venire».

Anche la tv di oggi è molto diversa da quella di 30/40 anni fa. Oggi guardi mai la tv? Ti piace ciò che vedi? Oppure sei fra quelli che non considerano più il piccolo schermo come un “compagno di vita” essenziale?

Johnson: «Il modo di utilizzare la televisione è cambiato tantissimo e oggi puoi gestirla come preferisci. Io guardo tantissimi notiziari e adoro guardare le mie serie preferite (amo le serie su Fox Crime), soprattutto di notte facendo le maratone, ovvero una full immersion di almeno 4/5 puntate senza interruzioni di nessun tipo».

Nevruz, della tua esperienza a “X-Factor” 2010 cosa ti è rimasto? 

Nevruz: «La grande consapevolezza che è sempre meglio esprimersi artisticamente con la gioia di essere libero piuttosto che l’interprete di un sistema vecchio e fatto a pezzi dal potere».

E’ un percorso che consiglieresti a un esordiente?

Nevruz: «Se un esordiente vuole fare l’interprete lo consiglio vivamente perché attraverso il programma si ha davvero la possibilità di fare esperienza con grandi artisti e professionisti, ma se l’esordiente vuole portare al programma la propria espressione artistica, la propria musica e la propria storia lo sconsiglio».

Mi incuriosisce il titolo che hai scelto per il tuo disco in uscita la prossima primavera, “La Protesta”. Perché? 

Nevruz: «Il perché è ben spiegato nel brano che dà il nome all’album, appunto “La Protesta”, canzone che è il manifesto politico-sociale e culturale contemporaneo dedicato all’Italia. L’album è un viaggio nella storia attraverso la musica, il rapporto tra presente e passato deve essere solido per guardare al futuro, sono un propulsore dell’umanesimo».

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