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NINE INCH NAILS Add Violence

"Add Violence" è il secondo EP di una trilogia. Si compone di 5 brani: 4 di lunghezza normale e 1 extra large, di quasi 12 minuti. Che dire? Ormai non sappiamo più dove Trent Reznor stia portando la sua barca, e questo lavoro non ci rassicura sul fatto che il titolare della ditta abbia ben chiara la strada davanti a sé. L'album, infatti, sembra un muoversi a tentoni fra passato e un incerto presente, fra voglia di dire "...hey, sono sempre io" e "...ok, ho svoltato, ma non troppo". "Less Than" è un brano Anni Ottanta che funziona -…

Score

QUALITA' - 45%

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nine inch nails add violence

Add Violence” è il secondo EP di una trilogia. Si compone di 5 brani: 4 di lunghezza normale e 1 extra large, di quasi 12 minuti. Che dire? Ormai non sappiamo più dove Trent Reznor stia portando la sua barca, e questo lavoro non ci rassicura sul fatto che il titolare della ditta abbia ben chiara la strada davanti a sé. L’album, infatti, sembra un muoversi a tentoni fra passato e un incerto presente, fra voglia di dire “…hey, sono sempre io” e “…ok, ho svoltato, ma non troppo”.

“Less Than” è un brano Anni Ottanta che funziona – intendiamoci, non ha nulla dei Nine Inch Nails migliori, diciamo che è un’onesta b-side. Il resto del disco è di una pochezza imbarazzante. “The Lovers” è un pezzo d’atmosfera e nulla più. “This Isn’t the Place” prova a recuperare certe fascinazioni strumentali del periodo “The Fragile”, ma persino il cantato di Reznor risulta sotto tono. “Not Anymore” è accettabile ed ha uno sviluppo interessante soprattutto nel ritornello, mentre “The Background World”, nonostante sprizzi industrial da tutti i pori, non passerà alla storia, ve lo assicuriamo. In conclusione: un EP con un’ottima produzione, ma le idee scarseggiano.

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