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NINO BRUNO E LE 8 TRACCE Cuore Deserto

Quella di "Cuore Deserto" è musica semplice e senza artifici e i brani sono eseguiti solo da batteria (Peppe Sabbatino), chitarra (Nino Bruno) e organo o piano elettrico (Giulio Fazio). A questi si aggiunge spesso il clarinetto di Massimiliano Sacchi, ormai quasi un quarto elemento. Quasi un'ora di musica non è poca roba. Se poi ci aggiungiamo un panorama sonoro molto variegato, è facile perdere il filo lungo la strada. A noi è capitato, non lo neghiamo: il primo ascolto ci ha spiazzati, quelli successivi ci hanno fatto capire qualcosina di più ma senza particolare convinzione. La sensazione è…

Score

QUALITA' - 57%

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NINO BRUNO E LE 8 TRACCE cuore_deserto

Quella di “Cuore Deserto” è musica semplice e senza artifici e i brani sono eseguiti solo da batteria (Peppe Sabbatino), chitarra (Nino Bruno) e organo o piano elettrico (Giulio Fazio). A questi si aggiunge spesso il clarinetto di Massimiliano Sacchi, ormai quasi un quarto elemento.

Quasi un’ora di musica non è poca roba. Se poi ci aggiungiamo un panorama sonoro molto variegato, è facile perdere il filo lungo la strada. A noi è capitato, non lo neghiamo: il primo ascolto ci ha spiazzati, quelli successivi ci hanno fatto capire qualcosina di più ma senza particolare convinzione. La sensazione è che il nuovo disco di Nino Bruno e le 8 Tracce vada ascoltato, riascoltato e poi messo via per un bel tot di tempo prima di essere ritirato fuori. Ecco, solo il quel momento, il giudizio sarà veritiero. Noi non abbiamo tuttavia questo tempo, e quindi dobbiamo lavorare sulle ali del sentimento immediato. E seguendo – sbagliando? – questa idea, vi diciamo che “Cuore Desertonon ci ha convinto del tutto perché c’è davvero molta carne al fuoco, e le sfumature fioriscono e diventano qualcos’altro anche nella stessa canzone.

Già al lavoro con Paolo Sorrentino, qui Nino Bruno mischia rock, psichedelia e un pizzico di sperimentazione concedendo qualcosa all’orecchiabilità. Il brano migliore? “You will see the power” con la partecipazione di Zaira Zigante, già al lavoro con gli Almamegretta. Ma occhio anche a “Fuochi fatui”. Insomma, un disco che promette tanto ma che lascia poco una volta riposto.

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