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NORDGARDEN Changes

Conosciamo Terje dai tempi del suo esordio prodotto da Paolo Benvegnù. Era il 2003. E quel disco conteneva un pezzo potentissimo come "2nd Flight". Era un Terje diverso da quello che poi è diventato e da quello che è tutt'oggi. Era più istintivo e molto più vicino al rock, oggi ha pieno possesso delle sue doti, maneggia la sua musica con disinvolta padronanza e da qualche anno ha imboccato la strada del folk e del blues. "Changes" è un album solido che, oltre agli ingredienti forti della casa, non disdegna puntate nei territori del jazz e del soul, perché Nordgarden non…

Score

QUALITA' - 66%

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nordgarden changes

Conosciamo Terje dai tempi del suo esordio prodotto da Paolo Benvegnù. Era il 2003. E quel disco conteneva un pezzo potentissimo come “2nd Flight”. Era un Terje diverso da quello che poi è diventato e da quello che è tutt’oggi. Era più istintivo e molto più vicino al rock, oggi ha pieno possesso delle sue doti, maneggia la sua musica con disinvolta padronanza e da qualche anno ha imboccato la strada del folk e del blues.

Changes” è un album solido che, oltre agli ingredienti forti della casa, non disdegna puntate nei territori del jazz e del soul, perché Nordgarden non è tipo da “compitino e basta”, è sempre stato attratto dai dettagli, dalle divagazioni, dalle accelerazioni in curva. Ecco perché questo album riesce a rassicurare e a sorprendere. Non aggiunge granché al buon percorso già intrapreso dall’artista norvegese, ma conferma che la parabola è ancora proiettata verso l’alto. Difetti? Sulle linee melodiche si poteva spingere ulteriormente, ma la sensazione è che si siano volute privilegiare le atmosfere. Il pezzo migliore? “The storm”.

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