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PATRIZIA CIRULLI Sanremo D’Autore

Le cover sono spesso noiose, figuriamoci se tratte dai Festival di Sanremo che furono. Insomma, Patrizia Cirulli non poteva scegliere prova più difficile per dimostrare che c'è vita anche in un settore inflazionato (quello dei rifacimenti) e c'è del buono (fra le pieghe dei Sanremo passati) che magari avevamo dimenticato. “Sanremo D’Autore” racchiude dodici brani arrivati ultimi, penultimi o non arrivati in finale in altrettante edizioni del Festival di Sanremo ma che negli anni sono diventate canzoni di successo, qui reinterpretate nella maniera giusta, cioè provando a metterci del proprio senza snaturare i contenuti. Per lanciare il disco sono usciti…

Score

QUALITA' - 75%

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patrizia cirulli sanremo dautore

Le cover sono spesso noiose, figuriamoci se tratte dai Festival di Sanremo che furono. Insomma, Patrizia Cirulli non poteva scegliere prova più difficile per dimostrare che c’è vita anche in un settore inflazionato (quello dei rifacimenti) e c’è del buono (fra le pieghe dei Sanremo passati) che magari avevamo dimenticato.

Sanremo D’Autore” racchiude dodici brani arrivati ultimi, penultimi o non arrivati in finale in altrettante edizioni del Festival di Sanremo ma che negli anni sono diventate canzoni di successo, qui reinterpretate nella maniera giusta, cioè provando a metterci del proprio senza snaturare i contenuti.

Per lanciare il disco sono usciti due singoli in cui Patrizia Cirulli duetta con Mario Venuti (“Un altro posto nel mondo”) e con Sergio Cammariere (“Il tuo amore”, brano di Bruno Lauzi portato in gara nel 1965 nella sua unica partecipazione al Festival). Tra i pezzi più significativi dell’album anche “Pitzinnos in sa gherra” dei Tazenda (coscritta da De Andrè), e poi “1950” di Amedeo Minghi e la bellissima “Rosanna” di Nino Buonocore.

In conclusione: un progetto tutt’altro che banale o scontato.

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