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PATTY PRAVO «Viviamo in un'epoca dove il miglior augurio è “Forza & Coraggio”»

«Quando scendo dal palco arriva la Strambelli, e la Strambelli, ve lo assicuro, è una donna normale che vive una vita normale». Chi non vive una vita… normale è invece l’alter ego della Strambelli, ovvero Patty Pravo, regina del pop italiano più sofisticato, icona di un’epoca che non c’è più ma che continua a fare moda anche fra i più giovani.

Partiamo da Sanremo. Lei è andata al Festival diverse volte…

«E’ tutte le volte ho dovuto fare i conti con la tensione».

Per la gara?

«Macché, alle gare non sono mai stata interessata. Parlo della tensione che si vive attorno all’evento e che in una certa misura finisce per contagiare anche chi cerca di trovare la via della serenità».

Lei è molto amica di Vasco. Qual è il legame che vi unisce?

«Io sono la sua parte femminile, lui è la mia parte maschile. Fra di noi esiste un grande feeling. Ci sentiamo come uniti da un legame… spirituale. Non saprei come altro definirlo».

Vasco è sempre su Facebook, lei che vita fa distante dal palco?

«Sono sempre sul palco, in pratica non scendo mai».

Non le piace?

«No, no, a me piace tantissimo cantare dal vivo».

Vabbè, ma al mattino ad esempio che fa?

«Faccio ginnastica appena sveglia. Ma non sempre, dipende dalle stagioni. Non creda che sia una impenitente abitudinaria».

Insomma, si mantiene in forma. A proposito, sa che per molti uomini lei è tutt’oggi un sex symbol?

«E’ un’etichetta carina – sorride – non ci vedo nulla di pericoloso».

In un’intervista ha però detto che gli uomini sono noiosi, conferma?

«Smentisco, non ho nulla contro gli uomini. Io adoro gli uomini».

In tv guarda mai i Talent Show? Che ne pensa?

«Tutto sommato tirano fuori delle cose interessanti. Alcuni mi sembrano persino fatti bene».

A chi sogna una carriera come Patty Pravo cosa consiglierebbe?

«Di farsi coraggio. Viviamo in un’epoca dove il miglior augurio è “Forza & Coraggio”. Il mondo della musica è cambiato e sta cambiando ancora: il pubblico è sempre attento, numeroso e sa dispensare affetto se lo meriti, ma sugli addetti ai lavori stendiamo un velo: una volta c’era più rispetto verso gli artisti».

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