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PAVESE RUDIE Pavese Rudie

La proposta di Pavese Rudie non è originalissima, ma è anche vero che in ambito reggae non è che puoi inventarti granché, soprattutto se approcci il genere in maniera classica. Il reggae che anima questo esordio piace per tre buoni motivi: il cantato è espressivo, l’atmosfera generale del disco è frizzante, l’uso dell’italiano è al servizio di liriche che non aggrediscono e che cercano sempre di comunicare un messaggio positivo. . Forse sugli arrangiamenti si poteva…

Score

QUALITA' - 66%

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PAVESE RUDIE

La proposta di Pavese Rudie non è originalissima, ma è anche vero che in ambito reggae non è che puoi inventarti granché, soprattutto se approcci il genere in maniera classica. Il reggae che anima questo esordio piace per tre buoni motivi: il cantato è espressivo, l’atmosfera generale del disco è frizzante, l’uso dell’italiano è al servizio di liriche che non aggrediscono e che cercano sempre di comunicare un messaggio positivo. Il primo ascolto è convincente, quelli successivi confermano le buone impressioni iniziali. La testa si fa leggera e segue con fiducia le linee melodiche. Forse sugli arrangiamenti si poteva osare qualcosa di più, ma nel complesso il disco supera l’asticella della sufficienza in scioltezza. Il pezzo migliore? “Bass Militant”, ma occhio anche a “Il mondo che vorrei” con Terron Fabio dei Sud Sound System. In conclusione: reggae che rinfresca.

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