IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
POOH
Foto di Luisa Carcavale

POOH «Abbiamo deciso che è il vero momento per finire alla grandissima»

I Pooh abbandonano. Dopo 50 anni di storia, canzoni, poesia e magia scelgono di chiudere la loro storia. Quando? Il 31 dicembre 2016, proprio nell’anno in cui celebrano il mezzo secolo di percorso. E per percorrere quest’ultimo tratto di strada tornano in cinque e già si parla di super reunion: a Roby Facchinetti, Red Canzian e Dodi Battaglia si aggiungono gli ex Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli.

Amici Pooh, che succede?

«In questi due anni ci siamo riuniti spesso per parlare della celebrazione e…».

E?

«Abbiamo deciso che è il vero momento per finire alla grandissima: stiamo sul palco ancora tre ore e vogliamo lasciare questa fotografia, solo così possiamo dimostrare che si può essere amici per sempre».

Finisce tutto?

«La nostra carriera finisce qui non solo per i concerti ma anche per la produzione discografica. Da oggi al 2016 faremo di tutto per consacrare i 50 anni di carriera, saremo molto motivati perché questi concerti a San Siro del 10 giugno 2016 e poi all’Olimpico di Roma il 15 siano epocali. Faremo prove da subito, porteremo una scaletta pensata. E’ già iniziata la prevendita dei biglietti».

Sarà come l’ennesima prima volta dei Pooh.

«E’ vero, i Pooh hanno tante prime volte. Vogliamo sempre caratterizzare le nostre uscite, come in passato abbiamo fatto utilizzando laser, luci, fumi, botti, tutte cose che siamo stati i primi a utilizzare».

Quando siete nati?

«Il 28 gennaio 1966. E quel giorno uscirà un disco con 20 canzoni e vogliamo che sia il nostro pubblico a sceglierle».

Come procederete?

«Puntiamo su brani che non hanno avuto magari il successo che meritavano, noi non possiamo essere giudici di noi stessi ecco perché chiediamo aiuto ai fan. Il disco è già prenotabile, sarà a tiratura limitata».

In radio torna “Pensiero”.

«Ma rivestito: abbiamo dato una svolta rock. Nel nostro percorso abbiamo fatto musica prog e un certo tipo di rock, non siamo solo violini e chitarre acustiche, non sappiamo se è rock ma di certo è una versione molto energica. Abbiamo scelto “Pensiero” perché è la colonna sonora della nostra storia».

Altre celebrazioni?

«Ve le racconteremo un po’ per volta, avremo modo di incontraci spesso nei prossimi mesi. Possiamo anticipare che Rai Uno dedicherà in primavera una serata evento alla carriera dei Pooh».

Nessun inedito?

«E’ chiaro che questo progetto richiede una colonna sonora inedita: non sappiamo ancora cosa ma qualcosa ci sarà».

Se vi chiedessero di andare ospiti a Sanremo?

«Ci penseremo. Perché no!».

Sono cambiati i tempi dai vostri inizi.

«Soprattutto l’assetto politico e sociale del mondo, non può più durare così tanto un gruppo: noi eravamo pionieri, uniti in un unico progetto, quello Pooh. Oggi durano meno perché ci sono incomprensioni, il cantante ha più spazio, magari guadagna di più. Noi siamo nati negli Anni Sessanta e lì i brani erano colmi di contenuti importanti: testo, musica, melodia, armonia, nessuno osava chiederti un motivetto da 15 secondi».

Quando i Pooh finiranno?

«L’addio a tutto quello che è stato sarà il 31 dicembre 2016. Per altro siamo l’unico gruppo che si riunisce senza essersi sciolto».

Finiti i Pooh che farete?

«Continueremo a fare il nostro mestiere, i musicisti. Ma non sappiamo per chi e come».

Fabrizio Basso
(www.notespillate.com)

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