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SÓLEY Ask The Deep

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Ma che bell’album questo “Ask The Deep” (Morr Music). Bello perché profondo, cantato da Dio, con un’atmosfera leggermente decadente ma neppure troppo. E a ben vedere, è proprio questo equilibrio fra tutto e niente, fra luce e buio, fra leggerezza e pesantezza a far pendere la bilancia in favore di Sóley, che arriva direttamente da Hafnarfjörður, Islanda, la terra di Björk, e con la più famosa connazionale condivide la capacità di scuotere con la forza dei suoni che vengono fuori dalla sua voce.

Non tutte le 10 tracce in scaletta arrivano a colpire il bersaglio grosso, ma possiamo tranquillamente dire che la metà sono delle ottime canzoni, mentre le restanti non sono riempitivi ma, anzi, fanno la loro degnissima figura. Folk ed elettronica sono i mezzi che usa Sóley per vestire la sua voce, il resto sono spettri, suoni che si allungano verso panorami che non puoi vedere ma solo immaginare – in quest’ottica la conclusiva “Lost Ship” è un biglietto da visita perfetto. Il brano migliore? “Follow me down”, ma crediamo che questo sia il classico album che si mostra in tutta la sua bellezza soltanto se ascoltato dall’inizio alla fine.

Ma che bell'album questo "Ask The Deep" (Morr Music). . E a ben vedere, è proprio questo equilibrio fra tutto e niente, fra luce e buio, fra leggerezza e pesantezza a far pendere la bilancia in favore di Sóley, che arriva direttamente da Hafnarfjörður, Islanda, la terra di Björk, e con la più famosa connazionale condivide la capacità di scuotere con la forza dei suoni che vengono fuori dalla sua voce. Non tutte le 10 tracce in scaletta arrivano a colpire il bersaglio grosso, ma possiamo tranquillamente dire che la metà…

Score

QUALITA' - 71%

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