IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...

SORGE La guerra di domani

Sorge è Emidio Clementi (con Marco Caldera). Emidio Clementi è anche un bel pezzo dei Massimo Volume e - fatto curioso - le sue cose migliori negli ultimi anni sono venute fuori quando si è messo in proprio, come se il peso della band, oggi, fosse fardello troppo grande da gestire. Così dopo il bellissimo "Notturno Americano", riecco Emidio alle prese con una roba nuova. «Qualche tempo fa ho ricevuto in regalo il vecchio piano verticale che ingombrava il soggiorno della nonna di mia moglie. L’ho fatto restaurare, l’ho piazzato in studio e per più di un anno sono rimasto a guardarlo, senza…

Score

QUALITA' - 77%

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SORGE la_guerra_di_domani

Sorge è Emidio Clementi (con Marco Caldera). Emidio Clementi è anche un bel pezzo dei Massimo Volume e – fatto curioso – le sue cose migliori negli ultimi anni sono venute fuori quando si è messo in proprio, come se il peso della band, oggi, fosse fardello troppo grande da gestire. Così dopo il bellissimo “Notturno Americano”, riecco Emidio alle prese con una roba nuova.

«Qualche tempo fa ho ricevuto in regalo il vecchio piano verticale che ingombrava il soggiorno della nonna di mia moglie. L’ho fatto restaurare, l’ho piazzato in studio e per più di un anno sono rimasto a guardarlo, senza osare metterci le mani sopra. Quando finalmente ho iniziato a prendere lezioni, Bruno, il mio giovane insegnante, s’è stupito di quanta soggezione avessi dello strumento, non mi spingevo mai oltre la corretta esecuzione di un esercizio. “Cosa te ne importa di sbagliare? Osa, metti le dita dove non dovresti metterle. Sei o no un musicista?”. Quelle parole sono state il mio piccolo satori. Di colpo ho preso a considerare il piano per quello che è, una possibilità espressiva. Ho cominciato allora a registrare semplici linee melodiche e a girarle a Marco, il quale si è impegnato ad arricchirle, a dargli una struttura, un ritmo, creando un paesaggio su cui poi sono nati i testi».

La guerra di domani” è elettronica e parole. Sangue, pensieri e suoni. Notte e alba. Clementi è strepitoso nel raccontare storie così personali ma universali: ci finisci dentro, ti guardi attorno e poi inizi a domandarti: “…ma quel verso parla di me, no?”. Le costruzioni elettroniche di Caldera sono efficaci e discrete, non tolgono spazio ai racconti di Clementi, ma puntellano a dovere i contorni e danno colore al panorama circostante. Emidio dà vita alle sue storie e spesso si ha la sensazione che questo disco sia un po’ una sorta di confessionale (non quello del Grande Fratello, non scherziamo), un non-luogo fatto di fantasmi da esorcizzare e peccati da catalogare. Insomma, un album bellissimo. I pezzi migliori? “Hancock 96”,  “Nuccini”, “Bar Destino”.

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